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Varese | 13 gennaio 2020, 07:30

Isis Newton, gli studenti convocano un’assemblea e scrivono a prefetto e provveditore: «Colletta per risarcire i danni, ma la sospensione è illegittima e va ritirata»

La tensione all’istituto di Casbeno non accenna a placarsi. I ragazzi vogliono ripagare il muro danneggiato durante le proteste per il freddo in aula ma chiedono un confronto e «la revoca di tutti i provvedimenti disciplinari in quanto in contrasto con il regolamento d'istituto»

Isis Newton, gli studenti convocano un’assemblea e scrivono a prefetto e provveditore: «Colletta per risarcire i danni, ma la sospensione è illegittima e va ritirata»

Sono rientrati a scuola questa mattina i 77 studenti sospesi dal dirigente scolastico, il professor Daniele Marzagalli, per aver preso parte alle proteste scoppiate all’Isis Newton di Casbeno mercoledì scorso (leggi qui) per il freddo nelle aule dovute all'ennesimo malfunzionamento della caldaia. Un provvedimento su cui si è discusso molto e a cui sono seguite le reazioni dei genitori degli studenti, del mondo politico varesinoconsulta giovanile e questa mattina anche degli studenti.

I loro rappresentanti hanno infatti depositato nella segreteria della scuola la convocazione di un comitato studentesco per venerdì 17 gennaio. L'assemblea, composta dai rappresentanti eletti in ogni classe e coordinata dagli studenti che siedono in consiglio d'istituto, si esprimerà su due punti all'ordine del giorno: la disponibilità di provvedere, come rappresentanza studentesca, al pagamento delle spese per i danni provocati a margine della protesta per il freddo in classe e la revoca di tutti i provvedimenti disciplinari cautelari in quanto in contrasto con il regolamento d'istituto che prevede, all'articolo 5, che "la responsabilità disciplinare è personale".

«È giusto che ci sia un'istruttoria per risalire ai responsabili dei danni – spiega Mehdi Rabbal, rappresentante degli studenti che ha ricevuto un duplice provvedimento di sospensione, sia come studente che come rappresentante -, ma questa deve avvenire in una cornice di serenità e dialogo che noi studenti siamo i primi a voler creare». 

E per farlo, i ragazzi sono disposti a ripagare di tasca propria i danni provocati ad un muro di cartongesso. «Siamo pronti a risarcire con una colletta ogni centesimo dei danni provocati durante la nostra protesta, ma allo stesso tempo chiediamo che i provvedimenti disciplinari siano ritirati perché non può essere sanzionato il fatto di impegnarsi per migliorare le proprie condizioni di vita e di studio – continua - Chiediamo pace, dialogo e confronto adulto alla dirigenza, con ampio coinvolgimento anche della componente dei genitori e degli insegnanti, affinché si possa al più presto tornare a studiare in un clima di serenità e rispetto». 

I ragazzi auspicano altresì un cambiamento nell'atteggiamento della dirigenza scolastica, «verso la quale peraltro abbiamo dimostrato comprensione evitando di adire uno spiacevole ricorso all'ufficio scolastico regionale per impugnare la delibera manifestamente illegittima con cui il preside aveva sospeso un rappresentante d'istituto dalla sua carica – conclude - Al posto del ricorso ci siamo limitati a protocollare una comunicazione, in copia al provveditore e al prefetto, dove ricusiamo il provvedimento sulla base del testo della legge che in nessun punto attribuisce tale facoltà al dirigente, al contrario specificando che il consiglio d'istituto è un organismo autonomo e democratico, non alle dipendenze della dirigenza. Non vogliamo trasformare la scuola in un luogo di tensioni, né mettere mano a ricorsi legali agli organi di garanzia come pure sarebbe nostro diritto e certo non ci mancherebbero argomenti a sostegno delle nostre posizioni, tuttavia preferiamo augurarci che questi giorni di tensione possano essere per noi occasione di crescita, e chissà, forse non solo per noi studenti».

Nella comunicazione inviata al prefetto Enrico Ricci e al provveditore Giuseppe Carcano, Mehdi Rabbal ricusa il provvedimento di sospensione cautelare dalla carica di rappresentante, «in quanto illegittimo e dunque nullo in ogni suo effetto – si legge - Il consiglio d’istituto è un organo indipendente e sovrano nelle sue competenze, non diretto, né sotto controllo da parte del dirigente scolastico al quale in nessun punto viene data la facoltà di sospendere uno dei suoi componenti eletti».

Valentina Fumagalli

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