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Sport | 29 dicembre 2019, 20:11

LE PAGELLE. Mayo, il tuo oro per noi non luccica. Clark è un falso titolare, Ferrero un giocatore commovente

Voti e giudizi di Fabio Gandini dopo la sconfitta della Pallacanestro Varese contro Trento (81-86) che interrompe la striscia di sei vittorie consecutive a Masnago

Josh Mayo: vero, sono i suoi dardi a tenere accesa una flebile speranza nel finale; ma se guardi fino in fondo la sua prestazione ci vedi ben altro (foto Fabio Averna)

Josh Mayo: vero, sono i suoi dardi a tenere accesa una flebile speranza nel finale; ma se guardi fino in fondo la sua prestazione ci vedi ben altro (foto Fabio Averna)

 

Peak 6,5

Finché è curato con continuità da L.J., lo spauracchio Gentile combina il giusto (cioè quasi nulla), fermato di fisico - petto contro petto - e di gambe. Uno spettacolo per cultori della materia. Per il resto la prestazione del “3” biancorosso risente come sempre di pause alternate a frangenti “on fire”: troppo poco per servire davvero a una formazione che avrebbe bisogno come il pane delle sue penetrazioni, ma troppo “poco” anche per farlo finire dietro alla lavagna.

Clark 5

Tanti indizi (compreso il suo minutaggio: 17 minuti oggi, poco più di 22 di media…) fanno una prova: è un giocatore di semplice complemento mascherato da titolare. Trento non fa altro che aggiungere materia alla tesi: perforato dal primo passo dei suoi avversari in difesa, soverchiato fisicamente e altalenante in attacco.

Jakovics 6

La voglia di fare di Ingus - indiscutibile anche oggi - in partite del genere, in cui il livello si alza terribilmente, evidenzia limiti nella qualità e nella varietà delle scelte offensive e nell’impermeabilità difensiva.

Vene 5

Il suo fioretto oggi rimane nella guaina: meglio, molto meglio, la spada brandita da capitan Ferrero. Anche Caja - che avrebbe bisogno di lottatori che non si irretiscano davanti alle mani addosso messe dai giocatori in maglia nera - la pensa giustamente così: solo 16 minuti sul parquet per Siim-Sander.

Cervi 6

A un certo punto diventa l’unica vera alternativa possibile, e invocata a gran voce dal pubblico, allo strapotere fisico della formazione allenata da Brienza, l’unico possibile appiglio in un’area più inaccessibile del Billionaire per lo stipendio di un metalmeccanico. “L’esperimento”, però, dura lo spazio di due azioni, poi sconta una condizione atletica su cui Riccardo deve ancora lavorare. I passi in avanti però ci sono, così come si intravede la sua (ancora potenziale) utilità tecnica e fisica per questa congrega baskettara.

Simmons 5,5

Nonostante la Dolomiti Energia non sia dotata di un pacchetto di lunghi fisicamente, atleticamente e tecnicamente di rilievo, Simmons è parso oggi in difficoltà come poche altre volte. Perché? Perché in difesa è stato sballottato qui e là dalla circolazione di palla ospite e dalla pericolosità balistica di coloro che ha marcato, evenienze che lo hanno costretto a macinare chilometri senza costrutto. In attacco, d’altronde, non ha visto un pallone giocabile che sia stato uno: a darglielo avrebbero dovuto essere i suoi compagni, che invece con il passare dei minuti - spaventati dalla fisicità di Craft e soci - hanno allontanato progressivamente il loro raggio d’azione dall’area. Lui, peraltro, ci ha messo del suo, con due erroracci a inizio ripresa che gridano vendetta. Nel finale è stato più vivo.

Mayo 5,5

Il suo oro, ovvero le sue triple, per noi non luccica così tanto. E quindi lo bocciamo anche oggi, seppur lievemente. Perché è vero che sono i suoi dardi a tenere accesa una flebile speranza nel finale, ma se guardi fino in fondo la sua prestazione ci vedi ben altro: ci vedi le migliaia di volte in cui viene battuto da Craft in palleggio, contribuendo a spalancare praterie infinite per scarichi letali; ci vedi i suoi limiti fisici che gli impediscono di predicare offensivamente oltre il tiro da tre punti; ci vedi la sua ininfluenza sul ritmo offensivo biancorosso; ci vedi il tiro dell’ultima chance, che non prende nemmeno il ferro, preso senza valutare altre ben più proficue alternative (e noi, da un playmaker, queste valutazioni ce le aspetteremmo).

Tambone 5,5

In difesa può far poco anche lui contro la fisicità ospite, nonostante l’impegno non manchi. In attacco contribuisce alla “resistenza” del terzo quarto, ma perde un pallone assassino su un possibile contropiede nella frazione conclusiva.

Ferrero 7,5

Mentre la sua squadra lentamente affonda nella difficoltà di incontrare una Trento del genere, lui non smette di lottare, guadagnandosi falli su tiri impossibili, correndo, menando, reagendo. E, così facendo, garantendo alla sua squadra la possibilità di giocarsi un finale inaspettato, nel quale è ancora protagonista. Giancarlo Ferrero è un giocatore commovente. Altre considerazioni sarebbero superflue. 

 

Fabio Gandini


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