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Calcio | 15 dicembre 2019, 19:44

Il Varese non muore mai: si era solo nascosto nel cuore (foto e video)

Oltre settecento persone tornano al Franco Ossola e lo riempiono di biancorosso dimostrando che non serve essere in serie B e nemmeno in C, ma neppure in D, per essere tifosi del Varese

Il Varese non muore mai: si era solo nascosto nel cuore (foto e video)

Il Varese non muore mai. Si nasconde nel cuore, esce dalle lacrime, afferra la gola come le sciarpe biancorosse e muove le bandiere come un vento, risale dal profondo dell'anima di settecento e forse più persone che lo riportano a casa, all'improvviso, in un'indimenticabile domenica di dicembre. In una giornata bella, piena, vera, forte. Bella, piena, vera e forte perché dimostra che non serve essere in serie B, e nemmeno in C, ma neppure in D, figurarsi in Eccellenza per essere tifosi del Varese

Basta salire le scale della tribuna, esattamente un anno dopo l'ultima partita allo stadio, avvicinarsi al proprio seggiolino, vedere che è rimasto tutto come allora, quasi che il tempo non fosse mai passato e il Varese avesse continuato a giocare ogni domenica nel suo stadio e poi, subito dopo, fare un passo indietro, riscendere immediatamente le scale e abbassare il cappellino sugli occhi per non fare vedere a nessuno le lacrime. Perché l'emozione di ritrovare il proprio posto, e la propria casa, quando sembrava che te li avessero portati via, è troppo forte. 

Basta incrociare all'ingresso l'arbitro varesino di A e B Daniele Minelli diretto al suo seggiolino in tribuna laterale, oppure il giudice pavese Luigi Riganti in tenuta scura, quella che lo ha accompagnato in tutte le trasferte, dalla B all'Eccellenza: in loro c'è tutta la normalità e il dovere di essere tifosi del Varese, oltre ogni categoria del calcio ma perfino dello spazio e del tempo.

Bastano sei parole di un coro, il più semplice e il più forte in mezzo a tutti gli altri della curva, un coro in cui c'è tutto. «Noi siamo il calcio a Varese» e in quel "noi" ci siamo davvero noi, tutti, il Varese. Finché esisterà quel "noi" nessuno potrà cancellare questi colori.
Gli altri hanno i campionati, gli stadi, gli imprenditori, i campioni: qui abbiamo quel "noi", venite a prendercelo. Noi mattoncini biancorossi, noi capitan Beretta, noi papà di Erika, noi presidenti in tuta disposti anche a fare le righe del campo e soffiare con tutto il fiato che abbiamo pur di giocare.
Noi felici come bambini per nulla, ma un nulla fatto della pura essenza del calcio come quell'urlo bestiale al gol del 4-5 che riavvicinava soltanto il Città di Varese al Don Bosco Bodio a due minuti dalla fine della partita. L'urlo dello stadio, e di chi ci crede. Di chi ci mette la faccia.
Il sindaco Galimberti l'ha fatto a inizio secondo tempo per prendersi anche qualche parola, come ci ha messo la faccia, davanti a lui, il signor Fausto, che gli si è avvicinato per dirgli, con toni molto civili: «Signor sindaco, al campo sportivo delle Bustecche noi tifosi biancorossi non pretendiamo nulla, ma almeno il bagno per le nostre signore. Noi possiamo andare dietro una pianta, loro no».

L'enormità del Franco Ossola e il peso del cuore del Varese oggi erano davvero troppo grandi per essere sostenuti dalle spalle dei ragazzi del Città di Varese, ragazzi come noi a cui oggi chiedevano tutti di essere da serie A come lo è la leggenda biancorossa e che un giorno, voltandosi indietro, potranno raccontare di essere stati i primi a riportare in campo a Masnago lo spirito del Varese, che è molto più di una squadra o di un risultato o di un campionato. Se non abbiamo mai toccato il Varese così da vicino come oggi, è grazie a loro. 







IL TABELLINO (grazie a Sprint e Sport, domani in edicola con ampi servizi di Vincenzo Basso sulla giornata biancorossa e sulla partita)

Città di Varese-Don Bosco Bodio4-5
Reti: 6' Pinorini (D), 16' Pinorini (D), 24' La Foresta (C), 10' st Harabi (C), 14' st Tamborini (D), 27' st Harabi (C), 37' st Di Vincenzo (D), 43' st rig. Macchi (D), 49' st rig. Ponti (C).
CITTÀ DI VARESE (4-3-3): Isella, Valente, Cavarra, Albani, Luglio, Bolognesi (23' st Neborak), Harabi, Beretta, La Foresta (1' st Ziosi), Ponti, Iori. A disp. Mambretti, Brianza, Campisi, Libelli, Menon, Portella, Cardin. All. Iori.
DON BOSCO BODIO (4-3-3): Viola, Cattaneo (21' st Di Vincenzo), Suanno (12' st Sgarbi), Fanizzi, Compagnoni, Vozzolo (23' st D'Anna), Canale, Intrieri, Macchi, Tamborini, Pinorini (42' st Piacentini). A disp. Cancellara, Amati, Airaghi, Cosentino, Taranto. All. Segato.
ARBITRO: Martini di Varese.
NOTE - ESPULSI: 34' st Sgarbi (D). AMMONITI: Luglio (C), Fanizzi (D), Compagnoni (D), Vozzolo (D).

LA TREDICESIMA GIORNATA (ULTIMA DI ANDATA) 
Brebbia-Pro Cittiglio 7-5, Città di Varese-Don Bosco 4-5, France Sport-Virtus Bisuschio 0-1, Fulcro Travedona-Biandronno rinviata, Valcuviana-Olona 6-1, Ponte Tresa-Casport 1-1, Rancio-Casbeno 1-0.

LA CLASSIFICA
Città di Varese 34, Valcuviana 31, France Sport, Biandronno 24, Rancio, Casbeno, Don Bosco 18, Olona, Brebbia, Casport 17, Ponte Tresa 13, Virtus Bisuschio 11, Fulcro Travedona Monate 7, Pro Cittiglio 4. 

Andrea Confalonieri


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