Ha avuto il plauso anche dell’opposizione - e in particolare dell’ex assessore alla Sicurezza e ora conigliere comunale Carlo Piatti (Lega) - il progetto di sicurezza partecipata che ieri sera il vicesindaco Daniele Zanzi ha presentato in commissione. Si tratta della regolamentazione dei gruppi whatsapp, i così detti gruppi di controllo di vicinato, che sono nati spontaneamente in alcuni quartieri dopo il verificarsi di truffe e furti.
In sostanza sono chat di gruppo «che possono coinvolgere gli abitanti di una via come di un intero quartiere - ha spiegato Zanzi - e che d’ora in poi avranno un filo diretto con la Polizia Locale per fare segnalazioni attraverso i loro referente». L’amministrazione metterà cioè un agente dedicato e a disposizione dei gruppi di controllo di vicinato, che si occuperà di raccogliere le istanze e valutare il tipo di intervento da mettere in atto. Inoltre le zone in cui questi gruppi sono attivi saranno segnalate con apposita cartellonistica, in modo da fungere anche da deterrente e dissuadere i malviventi.
«Chiaro che se si deve segnalare una situazione di emergenza, di pericolo o un reato bisogna chiamare le forze dell’ordine il 112 o il 118 – ha precisato Zanzi – Per tutte le altre segnalazioni, come per esempio la presenza di finti addetti per il quartiere o di macchine sospette, si può invece avvisare subito i vicini tramite un messaggio e se il referente lo riterrà opportuno potrà chiamare il vigile dedicato».
I gruppi di controllo di vicinato sono quindi indipendenti, ma da oggi hanno un appoggio concreto da parte dell’amministrazione «che ha creduto fin dal principio in questo progetto che parte dal basso e può davvero far riscoprire i rapporti di buon vicinato, non solo intesi a tutela della propria sicurezza ma come prendersi cura l’uno dell’altro e collaborare».
Chiunque volesse sapere se nel suo quartiere è attivo un gruppo di controllo di vicinato, può chiamare i vigili che gli lasceranno il contatto del referente che ha il compito di inserire le persone in chat. Al contrario, chiunque può formare un suo gruppo whatsApp di controllo e chiedere all’amministrazione di essere legittimato e avere il contatto diretto con il vigile dedicato.
Il 16 dicembre, infine, anche il Comune di Varese firmerà il protocollo che 60 comuni della provincia hanno già siglato con il prefetto Enrico Ricci e che definisce le linee guida per la nascita, il riconoscimento e il coordinamento dei gruppi di controllo di vicinato.