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Varese | 28 ottobre 2019, 16:27

Cimiteri, a Varese richiedenti asilo al lavoro per la manutenzione. «Sono contenti di ricambiare l'accoglienza ricevuta»

In vista delle celebrazioni di inizio novembre anche quest'anno i richiedenti asilo della cooperativa sociale Ballafon si occuperanno di sistemare vialetti, raccogliere foglie e altri piccole incombenze.

Cimiteri, a Varese richiedenti asilo al lavoro per la manutenzione. «Sono contenti di ricambiare l'accoglienza ricevuta»

Sistemare i vialetti, raccogliere le foglie, rastrellare il ghiaietto. E poi ancora fare tutti quei piccoli lavori di pulizia e sistemazione necessari per le ricorrenze di 1 e 2 novembre.

Nei cimiteri varesini tornano anche quest'anno i richiedenti asilo della cooperativa sociale Ballafon, che stanno prestando alcune ore di lavoro volontario al fianco degli operai di Palazzo Estense. Gli interventi sono cominciati da Giubiano e Belforte, che ospiteranno nel fine settimana le cerimonie principali: nelle prossime settimane, poi, il loro intervento dovrebbe estendersi anche alle altre zone della città. Lo scorso anno furono dodici i cimiteri coinvolti dal progetto.

«Siamo partiti – afferma l'assessore ai Servizi sociali Roberto Molinari – a metà della scorsa settimana, ma i lavori sono stati rallentati dal maltempo. Quella che stiamo vedendo in questi giorni è un'opera importante, non solo per il beneficio diretto che comporta alla cittadinanza: poter mettere a disposizione della collettività il proprio tempo, infatti, è per questi ragazzi un'occasione di incontro e di relazione».

Il piccolo gruppo di intervento, una decina di persone in totale, ha lavorato questa mattina a Giubiano; stesso programma per la giornata di domani. «I nostri ragazzi – le parole del direttore generale di Ballafon Luca Dal Ben – sono ben contenti di ricambiare l'accoglienza ricevuta dal Comune e dalla città di Varese. Quando capitano queste possibilità, quindi, aderirvi è per loro naturale. È un modo per dire grazie, ma anche per essere protagonisti di una nuova socialità».

Redazione

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