Non doveva alzare la voce per trasmettere un'emozione, l'emozione era la sua stessa voce, la voce di Adriano De Zan.
Un ricordo nel 18° anniversario della scomparsa del papà, e che papà. Una foto attaccata al ricordo che ingigantisce l'assenza di un volto e di una voce inconfondibili. Una serie di messaggi davvero semplici e toccanti che testimoniano quanto intere generazioni di padri e figli siano cresciute insieme a quel volto e a quella voce.
Davide De Zan oggi ha ricordato papà Adriano, scomparso il 24 agosto del 2001, con queste parole su Facebook: «24 agosto... il giorno in cui sei andato via per sempre. Vivi nel mio cuore, ora come allora. Ciao Papà».
I messaggi, quasi 200, sono quasi tutti personali, in punta di piedi, signorili come lo era Adriano De Zan: ve ne proponiamo alcuni, ed è anche il nostro modo per non dimenticare un professionista (un uomo) che era un esempio, e per ricordare, insieme a Davide, un papà che vive sempre nel suo cuore e in quello della nostra terra, culla del ciclismo.
«Quanti pomeriggi rubati allo studio per restare incollato alla tv a sentirlo parlare di grimpeur, enfant du pays, en danseuse, e intervistare, oltre ai miti, Taccone e Zandegu».
«Ricordo che da bambino seguivo le sue telecronache: "Signore e signori, buon pomeriggio. Quando mancano 50 chilometri alla conclusione questa è la situazione...". Ci manchi Adriano».
«Stile, eleganza e competenza vivono nella voce simbolo del ciclismo... una persona speciale: ancora oggi, ascoltando le sue telecronache, ci emoziona».
«Grazie alla sua voce grandi vittorie sono diventate leggenda. Cosa sarebbe stata la fucilata di Saronni se non l'avesse raccontata lui?».
«Non dimenticherò mai l’inizio di ogni telecronaca: ”Gentili signore e signori... Buongiorno!"».
«Per me è stato il più grande di tutti... con le sue telecronache incollava tutti alla tv».
«Sono cresciuto guardando il ciclismo in tv insieme a mio nonno con le fantastiche telecronache di Adriano...».
«Ha insegnato ad amare il ciclismo a tutti. Un giornalista straordinario, un appassionato commentatore. Grazie per averci dato tanto».
«Per il ciclismo è stato importante come un grande corridore».
«Ricordo i commenti perfetti come quello del Mondiale di Gap dove Bitossi è stato raggiunto sulla linea da Basso e quello di Mendrisio dove il povero, grande Gimondi sperava che Eddy Merckx finisse su un chiodo nella volata finale».