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Varese | 25 luglio 2019, 10:05

Il Piantone non è morto del tutto, ecco i "Piantini": due cloni dell'albero simbolo di via Veratti

Nati con riproduzione agamica, i due piccoli Cedri hanno lo stesso corredo genetico del Piantone e sono un concentrato di forza, resistenza e longevità. A realizzarli l'agronomo e vicesindaco Daniele Zanzi: «Conserviamo il suo patrimonio genetico e piantiamoli nei giardini delle scuole»

Il Piantone non è morto del tutto, ecco i "Piantini": due cloni dell'albero simbolo di via Veratti

Sono alti 30 centimetri, hanno due anni di vita e per ora non assomigliano per niente alla loro versione secolare. Sono due piccoli Cedri, dei mini Piantone, generati dall'albero simbolo di via Veratti tagliata quasi completamente lunedì scorso. Ma attenzione: non sono i suoi figli, sono proprio una "continuazione" del Piantone.

Le due piantine che vedete in foto, infatti, sono i cloni perfetti del Cedro di via Veratti che lunedì verrà definitivamente abbattuto. Li ha creati il vice sindaco e agronomo, Daniele Zanzi: «Per conservare il patrimonio cromosomico di una pianta che, al di là del valore affettivo, ha in sé i geni della forza e della longevità. I Cedri non sono piante longeve e il nostro, per essere cresciuto e vissuto in condizioni tanto estreme per più di un secolo, vuol dire che di base era forte e resistente».

Per clonare il Piantone, Zanzi ha utilizzato una tecnica particolare, la riproduzione agamica, senza gameti, che permette di produrre un insieme di discendenti identici all'individuo generante. «Due anni fa, durante una delle potature che fu fatta sul Cedro di via Veratti, ho prelevato dei rami vitali e li ho innestati su un cedro cresciuto da seme – spiega – Questa procedura è l’unica che mi dà la certezza di riprodurre lo stesso corredo genetico e conservare il patrimonio cromosomico della pianta “madre”. Altrimenti avrei avuto dei figli del Piantone, simili ma non identici». 

I due "Piantini" ora sono troppo piccoli per essere messi a terra, «sono ancora delicati e non resisterebbero alle intemperie  - precisa –, ma un giorno potrebbero essere messi a dimora nei giardini delle scuole, per permettere ai ragazzi di studiarne la storia».

Valentina Fumagalli

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