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Varese | 26 marzo 2020, 12:49

Dispositivi di sicurezza per gli operatori sanitari, il dg Bonelli ai sindacati: «Il personale dell'Azienda rappresenta il nostro patrimonio più importante, l'impegno per tutelarlo è massimo»

Il direttore generale dell'Asst Sette Laghi risponde al comunicato dei sindacati, preoccupati per le condizioni di lavoro degli operatori sanitari: «I dipendenti risultati positivi al nuovo Coronavirus sono solo quattro e da oggi sono operativi dei check point dotati di termoscanner».

Dispositivi di sicurezza per gli operatori sanitari, il dg Bonelli ai sindacati: «Il personale dell'Azienda rappresenta il nostro patrimonio più importante, l'impegno per tutelarlo è massimo»

«Ho profondo rispetto per il ruolo dei Sindacati e tengo sempre in grande considerazione le loro istanze (leggi qui), che rappresentano un punto di vista assolutamente strategico - precisa il direttore genera, Gianni Bonelli - E lo sto facendo anche in questi giorni, che definire impegnativi non basta. Lo dimostra il fatto che ho già scritto in risposta alle loro lettere e che proprio ieri li ho incontrati in una videoconferenza, durata quasi tre ore, per la seconda volta in meno di due settimane, sebbene, per farlo, abbia dovuto sottrarmi alla gestione dell'emergenza in corso».

E poi si rivolge direttamente agli operatori. «A loro voglio ricordare, ancora una volta, proprio questo: siamo in una grande emergenza, una situazione che ha un livello di complessità massimo e che si evolve costantemente e rapidamente. E non è vero che a Varese la pressione è minore che altrove: se il numero di contagi in provincia di Varese sembra essere tutto sommato contenuto, l'Ospedale di Circolo ha accolto pazienti positivi al Sars-Covid 2 provenienti da altre zone fin dai primi giorni, oltre ai pazienti del nostro territorio. Attualmente i pazienti Covid+ ricoverati da noi sono oltre 200». 

Contemporaneamente, il dg ricorda che «siamo stati chiamati ad accogliere e curare anche i pazienti colpiti da patologie tempo-dipendenti per un territorio ben più ampio del nostro bacino di riferimento. In un contesto del genere, di sforzo corale da parte di tutta l'Azienda nel tentativo di adattarsi con la massima flessibilità alle esigenze che via via si manifestano, c'è un punto fermo, imprescindibile, che i Sindacati non possono dimenticare, né mettere in discussione: la consapevolezza di questa Direzione che il personale dell'Azienda rappresenta il patrimonio più importante e il conseguente impegno per tutelarlo al massimo». 

Nel contesto attuale, questo significa innanzitutto applicare le indicazioni regionali e ministeriali in materia di protezione, che a loro volta recepiscono le linee guida stilate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, sia per quanto riguarda l'utilizzo dei d.p.i, sia in materia di sorveglianza sanitaria. «E questo si sta facendo in tutte le sedi dell'Asst dei Sette Laghi – sottolinea -  E la dimostrazione sta in un dato: mentre altrove i numeri degli operatori contagiati hanno da due a tre cifre, da noi i dipendenti risultati positivi al nuovo Coronavirus, in base ai dati forniti oggi dalla nostra Medicina del Lavoro, sono quattro. Come è noto, la criticità presente è legata piuttosto alla carenza generalizzata dei dispositivi di protezione individuale, un problema non solo nazionale, ma mondiale! Questa constatazione, però, non è assolutamente una scusa per esporre il nostro personale a rischi, piuttosto uno sprone per affrontare il problema in tutti i modi possibili. Da un lato, il Governo, dall'altra la Regione sono in prima linea nel garantire la fornitura di questi presidi indispensabili. Anche la nostra Azienda, però, si sta muovendo proattivamente, cercando di reperire ovunque possibile mascherine, camici idrorepellenti e ogni altra cosa si renda necessaria». 


In questo, un grande aiuto sta arrivando dal Terzo Settore e anche da tanti privati cittadini che stanno combattendo questa battaglia al fianco dell’Ospedale. «Colgo l'occasione per esortare i Sindacati ad impostare la dialettica con noi sulla collaborazione e la sinergia, anziché su uno scontro che può solo rendere tutto più difficile, e quanto emerso nella riunione di ieri mi ha confermato la loro buona volontà. Questo, del resto, è il momento della massima responsabilità».

Per quanto riguarda l'autocertificazione richiesta ai dipendenti relativamente all'obbligo di misurarsi la temperatura corporea prima di entrare in servizio, il dg precisa che «si è trattato di un provvedimento adottato per dare applicazione all'ordinanza regionale nei primissimi giorni della sua entrata in vigore (che risale a lunedì 23 marzo), e già da questa mattina non è più prevista, dal momento che abbiamo attrezzato dei check point dotati di termoscanner in tutte le nostre strutture: giusto il tempo di approvvigionarsi delle apparecchiature necessarie. Ed è sempre lo stato di emergenza che stiamo affrontando che ha determinato la necessità di riorganizzare profondamente l'Azienda: abbiamo spostato interi reparti, alcuni dei quali sono stati trasferiti sì in altri presidi, ma lo abbiamo fatto rapidamente e con ordine per un solo fine: salvare vite umane e garantire la dovuta assistenza a tutti i pazienti che ne hanno bisogno».

Redazione

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