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Economia | 26 marzo 2020, 10:22

Coronavirus. I sindacati italiani e svizzeri dei frontalieri: «Serve una strategia comune tra Paesi confinanti»

In una nota unitaria i rappresentanti dei lavoratori dei due Paesi chiedono «provvedimenti omogenei tra Roma e Berna e iniziative congiunte per contenere la diffusione del virus, a partire dal mantenimento dei piccoli varchi aperti».

Coronavirus. I sindacati italiani e svizzeri dei frontalieri: «Serve una strategia comune tra Paesi confinanti»

«Serve una strategia comune nelle aree geografiche confinanti»; questa la richiesta unitaria dei sindacati italiani e svizzeri, CGIL, CISL, UIL, UNIA Ticino e Moesa, UNIA Regione Svizzera orientale e Grigioni, Unia Regione Vallese, OCST Ticino, SYNA Grigioni, ai rispettivi governi nazionali, per tutelare la salute dei lavoratori frontalieri. 

«In relazione all’estendersi del contagio del Covid – 19 ed ai conseguenti effetti sulla salute delle persone nei luoghi di lavoro, le organizzazioni sindacali italiane e svizzere operanti nelle aree transfrontaliere - si legge nel comunicato congiunto - ribadiscono la necessità che alle misure già intraprese da ciascun Governo, si adottino d’ora in poi, provvedimenti il più possibile omogenei tra Roma e Berna, volti a limitare la rapida diffusione del virus. Serve, com’è sempre più evidente, una strategia comune rispetto ad aree geografiche di confine, fortemente interconnesse in termini economici e di sistema infrastrutturale, all’interno di un territorio che vede i più consistenti flussi del lavoro frontaliero in uscita dall’Italia.

A tal proposito - proseguono i sindacati - auspichiamo ulteriori e più efficaci iniziative congiunte dei Ministeri degli Esteri dei rispettivi paesi al fine di individuare linee guida comuni anche con i Governi Cantonali di Bellinzona, Coira e Sion. In queste ore la preoccupazione delle Amministrazioni locali si è concretizzata con richieste accorate di Comuni e Province di confine nei confronti dei Governi Cantonali (nello specifico dei Comuni della Valchiavenna, della provincia di Como e del Verbano Cusio Ossola), facciamo nostre queste preoccupazioni e ribadiamo che la strategia d’intervento debba necessariamente passare attraverso: 

chiusura di tutte le attività non strategiche nei Cantoni di confine finalizzata alla riduzione dei flussi transfrontalieri

allargamento ulteriore dello smart working in tutte le attività compatibili

garanzia dell’effettiva possibilità di lavorare nel rispetto delle norme igieniche accresciute e delle distanze sociali di sicurezza nelle imprese strategiche in attività

disponibilità dei dispositivi di protezione individuale (DPI)

mantenimento dei piccoli varchi aperti a garanzia tanto delle viabilità quanto dei controlli della polizia di frontiera

Le organizzazioni sindacali scriventi esprimono sostegno e vicinanza a quei lavoratori che, in queste ore in Italia, sono costrette a ricorrere allo sciopero per affermare il proprio diritto alla salute nell’interesse generale delle comunità». 

Redazione

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