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Politica | 25 marzo 2020, 20:20

Coronavirus creato in laboratorio nel 2015? Interrogazione della Lega al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri

L’onorevole Matteo Bianchi: «Non sono un virologo e non so valutare il servizio registrato nel 2015 dal Tgr Leonardo ma chiediamo al Governo di riferire al Parlamento in modo trasparente sulla situazione. Non può esistere omertà sull'argomento»

Coronavirus creato in laboratorio nel 2015? Interrogazione della Lega al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri

Le teorie, complottiste o meno, sull’origine del Coronavirus sono moltissime. Ce n’è una però che ha colpito l’attenzione di molti e su cui l’onorevole Matteo Bianchi, (e la Lega) ora vuole fare chiarezza, annunciando sul tema un’interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri che avrà come primo firmatario Matteo Salvini.

Tutto parte dalla condivisione di un servizio andato in onda a novembre del 2015 sul Tgr Leonardo di Rai 3. Nel servizio si parlava di un super virus polmonare a cui un gruppo di ricercatori cinesi stava lavorando in laboratorio, innestando una proteina di Coronavirus presa dai pipistrelli sul virus che provoca la Sars (la polmonite acuta) ricavato da topi

«Non sono un virologo e non so valutare se quello che dice il servizio ha sostegno scientifico, ma è oggettivamente inquietante e credo che il Governo debba riferire al Parlamento su questa tematica – spiega Bianchi -  La cosa più corretta sarebbe quindi quella di informare in maniera trasparente». 

La Lega teme un atteggiamento opaco da parte del Governo: «La preoccupazione è che ci sia omertà per quello che è successo da parte della Cina, che ha omesso la situazione, e da parte dei governi occidentali. Ci auguriamo che quello italiano non vada su questa lunghezza d’onda per un qualche interesse di sorta - aggiunge Bianchi - Se fosse così, e venisse accertata  la responsabilità cinese, la comunità internazionale dovrebbe porsi delle domande su come approcciarsi nei confronti di quel governo: bisognerebbe quanto meno valutare un risarcimento per la nostra sanità».

Valentina Fumagalli

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