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Territorio | 24 marzo 2020, 07:36

Coronavirus. "Sos Varese Aiuta": la rete solidale nata quasi per caso che produce e consegna mascherine gratis

L'idea dell'imprenditore gaviratese Claudio Colombo si sta allargando e concretizzando sempre di più, per cucire e fornire gratuitamente mascherine a chi ne ha bisogno: «Tutto è nato da un appello via social al quale hanno risposto più di 2500 persone da tutta Italia, tutti protagonisti di questa storia di solidarietà».

Coronavirus. "Sos Varese Aiuta": la rete solidale nata quasi per caso che produce e consegna mascherine gratis

Claudio Colombo è un imprenditore di Gavirate, titolare della Lastek, azienda attiva nel settore meccanico.

Chiusa la sua impresa per sicurezza, a causa dell’emergenza Coronavirus, ben prima che lo imponessero i decreti, “ho la responsabilità della salute di 60 famiglie” ci dice, non ha certo smesso di ragionare da imprenditore davanti all’avanzare del virus.

«Non sono uno abituato a girarsi i pollici – racconta – appena ho saputo da amici e parenti che lavorano all’ospedale di Varese che mancavano mascherine per il personale ho deciso di fare qualcosa perché non si può stare fermi davanti a una situazione del genere». Tramite l’aiuto di collaboratori, Colombo si mette in contatto con la ditta Di-Bi di Besozzo che ha riconvertito la produzione in mascherine per acquistarne un po’ da donare al Circolo. «Purtroppo non era possibile perché non ne producono a sufficienza» spiega l’imprenditore gaviratese che non demorde e proprio con l’azienda besozzese escogita una forma di collaborazione.

«Grazie alla collaborazione di colleghi e amici del settore abbigliamento, tappezzerie e sartorie tra Gavirate, Besozzo, Bobbiate abbiamo deciso di produrle per la Di-Bi che fornisce il materiale da lavorare – spiega Colombo – in cambio non di soldi ma di una quota di mascherine da donare all’ospedale». La storia però non finisce qui perché la voce si sparge e la richiesta di mascherine da parte anche di volontari, forze dell’ordine, gruppi è incessante e arriva da ogni parte e bisogna andare oltre la collaborazione con la Di-Bi.

A quel punto l’imprenditore fa un appello via social per trovare persone con i macchinari giusti e con il materiale da lavorare per realizzare altre mascherine. «La risposta è stata straordinaria – prosegue Colombo – vengo contattato da più di 2500 volontari tanto da intasarmi il telefono e così facciamo partire nuovi gruppi di lavoro in provincia di Varese e non solo, per cercare di soddisfare più richieste possibili di mascherine; il tutto sempre gratuitamente. Mi scuso anzi se non possiamo accettare l’aiuto di tutti ma è come se tutti quelli che ci hanno chiamato fossero qui con noi a cucire mascherine».

Nascono così nuovi gruppi di lavoro, a Arcisate, Casciago, Laveno, Taino, Vergiate, giusto per fare qualche esempio, facendo nascere di fatto una grande rete della solidarietà della buona volontà e della gratuità, perché anche così si sconfigge il virus. Ciascuno lavora autonomamente in casa propria, in totale sicurezza. «In realtà non siamo strutturati, abbiamo solo un logo “Sos Varese Aiuta” e una pagina Facebook e Instagram che chiedo a tutti coloro che ci vogliono contattare di utilizzare e consultare, altrimenti non riusciamo più a gestire nulla – prosegue l’imprenditore gaviratese che ha passato il week end a consegnare mascherine oltre che a organizzare i gruppi di lavoro – tutta la nostra attività verrà rendicontata lì nella più assoluta trasparenza».

Il prossimo obiettivo è realizzare mascherine per chi è costretto ad andare a lavorare, ma iniziano a scarseggiare i materiali per produrle come cotone da camicia, elastico e tessuti idrorepellenti; serve anche qualcuno che possa stampare etichette da cucire sulle mascherine con le spiegazioni d’uso. «Abbiamo bisogno del supporto e dell’aiuto di tutti e così facendo diventate protagonisti attivi di questa storia di solidarietà che è la vita per noi! Grazie di cuore. Insieme ce la faremo» conclude Claudio Colombo

 

Matteo Fontana

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