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Canton Ticino | 13 marzo 2020, 17:41

Fontalieri, parlamentari leghisti e consiglieri regionali accanto ai sindaci: «Situazione grave, subito azioni condivise»

La politica chiede a gran voce che il Governo intervenga con Berna a difesa dei lavoratori italiani in Svizzera: «Servono misure di tutela per la loro salute e assistenza dal punto di vista previdenziale ed economico»

Fontalieri, parlamentari leghisti e consiglieri regionali accanto ai sindaci: «Situazione grave, subito azioni condivise»

I sindaci dei comuni di frontiera chiedono al Governatore Attilio Fontana di farsi portavoce verso il Governo della loro richiesta e di quella dei frontalieri, esasperati tra alcune frontiere chiuse e le altre, quelle principali, con controlli sanitari non effettuati e code chilometriche: è il contenuto della lettera-appello indirizzata al Premier Conte (leggi QUI).

All’appello si uniscono anche i parlamentari Stefano Candiani (Lega), Nicola Molteni (Lega), i consiglieri regionali della Lombardia Giacomo Cosentino (Lombardia Ideale – Fontana Presidente) ed Emanuele Monti (Presidente Commissione Sanità – Lega).

«Il Governo deve considerare e tener pienamente conto della condizione dei 70 mila lavoratori frontalieri delle province di Varese, Como, Sondrio e Verbano Cusio Ossola sia relativamente alla tutela della loro salute sui posti di lavoro oltre confine sia prevedendo, nel prossimo decreto che deve far fronte alle ripercussioni economiche causate dal Coronavirus - dicono Stefano Candiani e Nicola Molteni  -, le necessarie risorse per poter dare assistenza dal punto di vista previdenziale ed economico ai nostri lavoratori che dovessero perdere il posto di lavoro oltre confine per causa dell’infezione o a causa delle inevitabili ripercussioni economiche di tutta la filiera transfrontaliera dei territori di confine. Di queste cose ne abbiamo parlato nelle scorse ore con il sottosegretario Scalfarotto».

Prosegue il consigliere regionale Giacomo Cosentino: «Ho subito ascoltato le esigenze dei frontalieri e dei sindaci e abbiamo deciso di appellarci immediatamente al Presidente del Consiglio, anche tramite il Governatore Fontana che sta già lavorando anche per la tutela dei lavoratori frontalieri. Il Governo italiano si deve coordinare subito con le Autorità svizzere affinché i nostri lavoratori siano messi in sicurezza e non vengano considerati come semplice manovalanza. In questi anni hanno dato moltissimo alla Svizzera e meritano rispetto soprattutto in questo momento di emergenza».

Conclude Emanuele Monti: «Dobbiamo tutelare la salute dei frontalieri di tutte le provincie della Lombardia che ogni giorno si recano al lavoro in Svizzera; le aziende svizzere devono rendersi conto che in primis bisogna tutelare la salute dei dipendenti. Devono essere adottate misure pari a quelle assunte dalla Lombardia anche perché la diffusione del virus nel Canton Ticino è superiore a quella della provincia di Varese e, quindi, dobbiamo in tutti i modi tutelare la sicurezza delle persone. Ciò non si può fare chiedendo ai lavoratori di ammassarsi in 5 in una stanza di bed and breakfast. Prima deve venire la salute dei cittadini e poi il lavoro».

Redazione

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