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Territorio | 26 febbraio 2020, 09:52

"Caro Coronavirus...". La lettera aperta del sindaco di Bisuschio: «Vivete all'aperto e in famiglia: solo così il virus avrà portato qualcosa di buono»

Il primo cittadino scrive ai bisuschiesi invitandoli in questi giorni così particolari a riscoprire le bellezze del paese, stando vicini ai bambini e all'aria aperta, non chiudendosi in casa: «Solo così il virus avrà portato anche qualcosa di buono»

"Caro Coronavirus...". La lettera aperta del sindaco di Bisuschio: «Vivete all'aperto e in famiglia: solo così il virus avrà portato qualcosa di buono»

"Caro Coronavirus" è il titolo della lettera aperta che il sindaco di Bisuschio ha voluto inviare ai suoi concittadini in questi giorni così particolari, con città e paesi praticamente fermi. 

«Non sono medico - premette il primo cittadino - e quindi mi asterrò dal parlarvi del virus dal punto di vista scientifico anche se voglio ricordarvi di applicare tutti i consigli dispensati dal Ministero della Salute: avrete notato che queste indicazioni assomigliano molto a quelle che sono sempre state date per combattere l’influenza che torna ogni anno e anche per prevenire altri disturbi e malattie. Approfittiamone per reimpararli e trasmetterli ai più piccoli».

La gestione della vita quotidiana famigliare è particolarmente difficile in questi giorni. «Voi, cari concittadini - continua la lettera di Resteghini - in questi giorni avete subito uno stravolgimento nelle abitudini di vita: le scuole chiuse, dagli asili alle università, hanno posto il grosso problema di seguire i figli durante la giornata lavorativa. Per molti di voi questo è stato un problema irrisolvibile. Per altri le relazioni familiari e amicali hanno sopperito al bisogno: le nonne e i nonni innanzitutto ma anche le sorelle e i fratelli maggiori, tutti i parenti ma anche i vicini di casa o gli amici. Un’occasione questa per riscoprire quanto la solidarietà sia una forza che mai dobbiamo dimenticare!». 

Il sindaco di Bisuschio fornisce anche qualche consiglio, affinché questa settimana possa anche essere proficua, facendo particolare attenzione ai bambini: «Mi permetto di darvi un’indicazione che ho pensato in questi giorni incontrando alcuni di voi in compagnia di figli e nipoti: approfittiamo nell’insegnare ancora una volta le norme di igiene spiegando ai più grandicelli la malattia. Però facciamo sì che questo momento di ritiro non sia un’esperienza negativa e ansiogena: i bambini sono molto sensibili, lo sapete! Mettiamo piuttosto l’accento sulla vacanza inaspettata, sull’occasione di divertirsi insieme, di leggere ed eseguire insieme qualche compito» scrive Resteghini ai bisuschiesi. 

Ci sono anche pericoli, che non riguardano solo strettamente il contagio da Coronavirus, da cui guardarsi in questi giorni di quasi "coprifuoco".

«Nello stesso tempo corriamo però un pericolo - osserva il primo cittadino - l’isolamento fisico porta al riparo dal contagio del virus ma porta anche alla perdita di contaminazione da parte delle cose positive. Sto in casa, non vedo nessuno e, piano piano, divento solitario e diffidente. Non voglio più vedere gli altri, soprattutto quelli che portano le malattie. Tendiamo ad individuare in alcune persone i colpevoli del contagio. Magari individuando questi 'untori' in base all’etnia o alla provenienza. Forse proprio come sta capitando oggi con la COVID-19 anche agli italiani che si recano all’estero».

Il Coronavirus può essere un'occasione di riscoprire Bisuschio. 

«Consiglierei a tutti di profittare di questa assenza di attività scolastiche, associative, sportive e culturali per riscoprire la natura che a Bisuschio offre parchi, boschi, sentieri e soprattutto occasione di incontro fra generazioni. All’aria aperta lo spazio permette di non essere troppo vicini alle persone che potrebbero trasmettere malattie. Ma sempre all’aria aperta (come il nostro festival bisuschiese 'Sogni all’aria aperta' ci insegna) si incontrano veramente le persone. Così quando riprenderemo a frequentare scuole, palestre, campi da gioco, cinema, teatro, oratori, chiese, sedi di associazioni, conferenze e altro ancora saremo più capaci di metterci in contatto con gli altri».

Non tutto il Coronavirus insomma viene per nuocere. 

«Per concludere concedetemi di farlo in maniera 'leggera' (in questi giorni sono circolate miriadi di storielle e vignette comiche sul nuovo virus): non ne avevamo certamente bisogno ma combattendo il nuovo Coronavirus, che ha fatto anche delle vittime, non dimentichiamolo, potrebbe forse portarci ad imparare qualcosa di buono» conclude così la sua lettera il sindaco Resteghini.

 

Redazione

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