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Sport | 24 febbraio 2020, 23:09

Openjobmetis e Mastini costretti a giocare giovedì a porte chiuse? Sarebbe uno schiaffo alla realtà. Quelle gare vanno rinviate

Il governo firmerà il decreto (invocato dal calcio) per dare la possibilità di disputare le partite negli impianti deserti. Se le istituzioni di basket e hockey si adeguassero, non sarebbe un bell'esempio: se un palazzetto e un palaghiaccio sono chiusi ai tifosi e ai cittadini, lo sono per tutti

Openjobmetis e Mastini costretti a giocare giovedì a porte chiuse? Sarebbe uno schiaffo alla realtà. Quelle gare vanno rinviate

La possibilità, anche solo ipotetica - che ipotetica però non è - di poter giocare a porte chiuse le partite previste giovedì sera al palazzetto e al palaghiaccio di Varese non andrebbe neppure presa in considerazione dalle istituzioni della pallacanestro (Lega e Federbasket) né dalla Federghiaccio.

Porte chiuse al buon senso e alla realtà, oltre che ai cittadini: ecco quale sarebbe il risultato se si costringessero l'Openjobmetis e i Mastini dell'hockey a scendere sul parquet e sul ghiaccio contro la Virtus Bologna e il Caldaro senza tifosi, prigionieri nei loro impianti deserti, quando attorno a loro è già tutto deserto, giocando tanto per giocare, incuranti delle limitazioni che stanno affrontando i cittadini lombardi e non solo.

Il ministro Spadafora ha annunciato stasera in tv un decreto, che verrà firmato entro domattina, per dare la possibilità di allenarsi e giocare a porte chiuse ad atleti e squadre, andando "oltre" l'ordinanza in vigore in Lombardia fino a domenica 1 marzo. Se è comprensibile dare una possibilità di allenarsi in solitudine ad atleti professionisti o semiprofessionisti (è il loro lavoro, primo o secondo che sia), assume ben altri contorni l'idea di far disputare partite di campionato a porte chiuse, classica mossa punitiva: ma stavolta non c'è da punire proprio nessuno, anzi.

Primo
: basket e hockey non sono il calcio, hanno altri valori, altre storie, spesso altri tifosi che non capiscono o non vogliono adeguarsi alla logica del pallone (quello di cuoio). Non devono giocare per fare un favore alle tv o ai giornali, da cui ricevono pochissimo, forse nulla. Hanno come unico "dio" il loro pubblico, l'unico che paga un pezzetto, piccolo o grande che sia, dei loro stipendi o rimborsi.

Secondo: Varese-Bologna di basket è storia, Mastini-Caldaro è la prima gara dei playoff in una stagione da sogno. Perché la città, i tifosi e la società dovrebbero pagare un prezzo in più oltre a quello che stanno già pagando insieme a tutti i cittadini lombardi, veneti, piemontesi e del Nord, quando sarebbe più logico, pragmatico, automatico rinviare le partite finché tutti, ma davvero tutti, potranno tornare in campo e sugli spalti?

Terzo: la soluzione più sensata, scontata e ovvia per l'hockey c'è già ed è quella di disputare i quarti di finale dei playoff al meglio delle cinque o delle tre gare, invece che delle sette com'è ora, riducendo la durata degli spareggi e rinviando l'inizio degli stessi almeno a settimana prossima. Perché iniziare in fretta e furia, contro tutti e contro tutto, soprattutto contro ciò che sta accadendo in tutta la regione e del Nord, al di fuori di un palaghiaccio che non è il centro del mondo?
 
Stesso discorso vale, ancor di più, per Varese-Bologna di basket e, a ben guardare, dovrebbe valere anche per Juventus-Inter: chiudono le scuole, chiudono i locali, chiudono città e poi riaprono un palazzetto o uno stadio solo per pochi giocatori, come se fossero - loro malgrado - al di là della regole che valgono per i loro tifosi e per tutti i cittadini. Non sarebbe un bell'esempio. Non sarebbe serio.

Andrea Confalonieri

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