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Varese | 14 febbraio 2020, 16:18

"Questo non è amore". A San Valentino la polizia in centro a Varese contro le violenze sulla donna

Questa mattina in piazza Podestà agenti e dirigenti della Questura di Varese hanno distribuito opuscoli per sensibilizzare su un fenomeno in triste ascesa: «Molte hanno paura di denunciare: noi non siamo qui per giudicare, ma per aiutare»

"Questo non è amore". A San Valentino la polizia in centro a Varese contro le violenze sulla donna

Un San Valentino speciale. E' quello organizzato dalla Questura di Varese per sensibilizzare sul tema della violenza contro le donne. Alcuni agenti e dirigenti della polizia di Stato questa mattina, 14 febbraio, hanno raggiunto le strade del centro storico di Varese, tra piazza Monte Grappa e piazza Podestà: lì hanno consegnato degli opuscoli alle donne, scambiando anche qualche parola.

All'iniziativa hanno partecipato anche il questore Giovanni Pepè, oltre all'assessore per le Pari Opportunità Rossella di Maggio e Adelaide Caraci dell’Ufficio Promozione iniziative Educative e Pari Opportunità del Comune di Varese.

Un'iniziativa, denominata “Questo non è amore”, che cade in un giorno speciale: quello della festa degli innamorati. Perché spesso è proprio dentro la coppia che situazioni di questo tipo si manifestano. I reati di genere sono un fenomeno su cui non abbassare mai la guardia. A Varese i casi sono in aumento: nel 2019 in totale sono stati registrati 63 eventi reato, purtroppo dato in linea con l’anno precedente.

La Divisione Anticrimine, inoltre, ha notificato 34 provvedimenti di ammonimento del Questore per stalking e violenza domestica, al fine di prevenire l’escalation di condotte violente e maltrattanti che possono in seguito sfociare in atti di aggressione e violenza contro le donne.  Nel 2018 i provvedimenti notificati sono stati 21: si registra dunque un incremento del trend.

Da qui la necessità di rivolgersi alle donne, affinché trovino il coraggio di denunciare. «Spesso molte donne non trovano la forza di raccontare ciò che subiscono - ha spiegato il dirigente dell'Anticrimine, Angela De Santis - per paura o per vergogna. E' importante far capire loro che noi non siamo qui per giudicarle, ma per aiutarle».

Redazione

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