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Politica | 14 febbraio 2020, 20:34

Varese 2.0: «Lealtà non significa stare zitti. Non siamo l'unica voce stonata del coro: chissà se il direttore d'orchestra se ne accorgerà...»

La civica che esprime il vicesindaco Zanzi: «Abbiamo rispetto e cura delle persone che ci hanno votato e resteremo in maggioranza. I conti li faremo alla fine e continueremo a fare un percorso tutto nostro, poi decideremo insieme ai cittadini se varrà la pena continuare questo percorso»

Varese 2.0: «Lealtà non significa stare zitti. Non siamo l'unica voce stonata del coro: chissà se il direttore d'orchestra se ne accorgerà...»

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Varese 2.0 in merito alla situazione all'interno della giunta comunale di Varese.

Vogliamo tornare, a mente fredda, alle dinamiche politiche degli ultimi giorni, per fare una serie di riflessioni molto pacate ma, nello stesso tempo, molto chiare ed esplicite. 

Varese 2.0 nasce alcuni anni orsono, come forza civica, nel significato più puro della parola. Le sue battaglie sono molto concrete: parcheggio di Sacro Monte, parcheggio Villa Augusta e taglio dei calocedri dei Giardini Estensi per fare alcuni esempi molto noti. Tutte battaglie vinte, val la pena di sottolineare.

Il successo riscontrato da queste iniziative porta Varese 2.0 a decidere di schierarsi, per le elezioni amministrative del 2016, con il fronte progressista di Davide Galimberti, per cercare di porre fine a 23 anni di incontrastato dominio leghista. 

Pur schierandosi, la vocazione civica iniziale non è mai venuta meno, ma certamente è stata offuscata da decisioni politiche che la forza civica ha avvallato per lealtà alla coalizione, anche se non sempre la vedevano d’accordo.

Lo avevamo messo in conto, perché quella vittoria, così agognata ed insperata, portava legittimamente un prezzo da pagare: la necessità di sintesi politiche, e quindi di compromessi che potessero essere accettati e condivisi da tutta la coalizione.

Ma quel prezzo sta diventando spropositato, perché forse si dà per scontato che “i leali civici”, stanchi, poco organizzati e numericamente limitati, stiano silenziosi per sempre, come troppo spesso hanno fatto in passato (l’autocritica va fatta quando è necessario), quasi come fossero destinati ad estinguersi naturalmente, quasi che la loro ingenuità politica debba rimanere ingenuità per sempre.

Abbiamo visto la disgregazione della Lista Galimberti; abbiamo subito la perdita di un consigliere (qualcuno parla di sottrazione, visto “l’organicità” del fuoriuscito alla maggioranza); abbiamo visto la trionfale entrata in maggioranza di una forza di minoranza che ha cambiato nome, con il neanche tanto nascosto obiettivo di metterci ulteriormente all’angolo.

Non ci hanno mai interessato sedie o poltrone in qualche “prestigioso” consiglio di amministrazione, difficile trovarne una, impossibile trovare una nostra richiesta a tal proposito.

Ma Varese 2.0 è ancora qui, perché tutte quelle persone che l’hanno votata nel 2016 (senza le quali, peraltro, oggi la storia sarebbe diversa…) meritano rispetto e cura.

Cura è la parola giusta, perché Varese 2.0 ha sempre voluto prendersi cura della città, del territorio, del verde che la abbraccia, del benessere e della cultura di chi la abita. E dalla maggioranza non ci muoveremo perché lo abbiamo promesso ai nostri elettori, pur esprimendo, se necessario, dissenso e contrarietà in modo trasparente.

I conti li faremo alla fine, soprattutto se si mettono in discussione valori non negoziabili, come il dialogo, il confronto e la condivisione che dovrebbero costituire l’ossigeno di una coalizione.

La campagna elettorale è cominciata… ma non per Varese 2.0 che intende, invece, rispettare il proprio mandato fino alla fine, votando le cose che ritiene giuste e contrapponendosi a quelle che ritiene errate.

Faremo un percorso tutto nostro nei prossimi mesi, gentile e rispettoso, e solo alla fine di esso, insieme ai cittadini e a coloro che ci seguiranno, decideremo se varrà la pena continuare o meno l’esperienza politica di questi anni. Non permetteremo a logiche di convenienza di mettere in discussione questo processo.

Infine, leggiamo in queste ore di tante figure politiche rilevanti che esplicitano la loro delusione ed amarezza per le scelte politiche fatte, in modo del tutto legittimo ma autonomo, dal sindaco.

Siamo felici di non essere più l’unica voce stonata del coro, e forse non siamo nemmeno così stonati... chissà se anche il direttore d’orchestra se ne accorgerà.

Buona festa degli innamorati a tutti!

Cordialmente
Varese 2.0

Redazione

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