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Attualità | 12 febbraio 2020, 18:41

Da Trump al coronavirus, il titolare della Vecchia Camiceria di Ispra: «Solidarietà alle attività cinesi? Si pensi a quelle italiane»

Matteo Petullo, l'imprenditore che ha donato una camicia al presidente Usa, si sfoga per la solidarietà manifestata alle attività cinesi in crisi per l'emergenza coronavirus: «Alle piccole botteghe, agli artigiani, ai ristoranti gestiti da italiani nessuno ci pensa?»

Matteo Petullo nella sua bottega con la foto di Donald Trump che indossa la camicia realizzata appositamente per lui

Matteo Petullo nella sua bottega con la foto di Donald Trump che indossa la camicia realizzata appositamente per lui

«Da quando il coronavirus è arrivato anche in Italia, tutti a preoccuparsi delle attività cinesi. Ma alle piccole imprese italiane chi ci pensa?». Lo sfogo arriva da Matteo Petullo, titolare della Vecchia Camiceria di Ispra, diventato famoso nei mesi scorsi per aver realizzato e consegnato al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, una camicia di pregiata fattura artigianale come segno del valore e della qualità del Made in Italy.

A qualche mese dal viaggio a Washington per consegnare la camicia nella mani dell'uomo più potente del mondo, Petullo torna a far sentire la sua voce. Questa volta quello del titolare della storica attività artigianale di Ispra è uno sfogo, sempre a difesa del Made in Italy e dell'economia nostrana.

Nel mirino è finito il grande sostegno manifestato in questi giorni dai media alle imprese cinesi, danneggiate dall'epidemia di coronavirus. Un'attenzione, secondo Petullo, non riservata alla piccola impresa italiana.

«Da quando il virus è arrivato anche in Italia, tutti a preoccuparsi delle attività cinesi. Dalla TV ai giornali, tutti che invitano ad andare a mangiare nei ristoranti cinesi e a fare acquisti nei negozi cinesi - si sfoga Petullo - Tutti proclami perché l'economia cinese (in Italia) arranca. Ma alle piccole botteghe, agli artigiani, ai ristoranti gestiti da italiani nessuno ci pensa?»

«Da quando il capitalismo cinese si è impossessato dei nostri mercati - prosegue l'imprenditore di Ispra - il povero titolare di botteghe e ristoranti è entrato nel vortice del fallimento. Però mai nessuno se ne è mai preoccupato. Questo perbenismo nei confronti del Made in China è terrificante. Noi, produttori ed esportatori del Made in Italy, riconosciuto in tutto il mondo per la qualità del prodotto, da più di 10 anni siamo letteralmente alla frutta. Io produttore di camicie Made in Italy, ogni giorno devo letteralmente lottare contro l'abbigliamento cinese».

«Chi produce, come nel mio caso, camicie Made in Italy - continua - sa cosa vende: il tessuto, proveniente da tessiture italiane (anche queste in ginocchio per colpa della concorrenza cinese), viene fatto seguendo tutti gli standard europei, la costruzione della camicia viene fatta da personale specializzato, la semplice etichetta viene prodotta anche questa, seguendo tutti i parametri europei. Tutto questo, naturalmente ha dei costi: io non potrò mai vendere una camicia a 10/15 euro».

Inevitabile un pensiero a Trump, che del protezionismo e del contrasto all'export cinese ha fatto una dei pilastri della sua politica: «Ho avuto la fortuna, nonostante sia titolare di una piccola bottega artigianale a Ispra - prosegue -  di andare a consegnare il giorno 8 ottobre 2019, una camicia su misura al presidente degli USA Donal Trump, e di consegnare nel mese di dicembre, anche una camicia al nostro premier Giuseppe Conte. La Vecchia Camiceria vanta da cinque anni il riconoscimento di "eccellenza italiana" (il primo negozio di abbigliamento della provincia di Varese), perché crede nel Made in Italy, perché il nostro prodotto è invidiato in tutto il mondo: quindi, perché tutto questo (finto) perbenismo nei confronti delle attività cinesi?».

«Ultimamente si parla di ambiente - conclude Petullo - lo sapete che i produttori di abbigliamento cinese di bassa qualità vengono realizzati con materiali difficili da riciclare? Da oggi bisogna riprendere a spendere in maniera responsabile: oltre ad aiutare la produzione italiana, aiutiamo anche l'ambiente». 

Redazione

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