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Opinioni | 07 febbraio 2020, 11:33

IL COMMENTO. Salendo oggi sul Frecciarossa non dimentichiamo Mario e Giuseppe. Grazie a chi ci accompagna alla meta

Dopo l'incidente di ieri, le emozioni di Marilena Lualdi che stamattina è salita sul Frecciarossa rivolgendo un pensiero speciale a ha perso la vita facendo il suo lavoro

IL COMMENTO. Salendo oggi sul Frecciarossa non dimentichiamo Mario e Giuseppe. Grazie a chi ci accompagna alla meta

Si fa una gran fatica oggi a salire su un treno e incrociare vite, occhi stanchi o carichi di aspettative. Si fa una gran fatica, fin dal tragitto verso la stazione. Il tintinnio di un lucchetto mostra un uomo dalla giacca arancione che brilla nel buio, mentre lega la sua bici: lui tiene alla sua sicurezza. Tutti noi. Due ragazzi si confidano camminando nel buio, lei spiega che vorrebbe riposarsi, non lavorare domenica. Una madre accompagna il figlio con la valigia fin quasi sul Malpensa Express: una scena così antica, ma oggi così diversa.

A Milano Centrale tutto sembra così irreale, anche se lo puoi toccare con mano. L’altoparlante annuncia lo sciopero di due ore e tu ti aspetti un po’ di problemi nel tuo lungo viaggio, ma non ti arrabbi. Non oggi. Perché astenersi dal lavoro oggi ha un significato, come un grido che non puoi trattenere in gola. 

Riguardi tutte le vite che ti circondano, guardi dentro la tua. Pensi a tutti coloro che si affidano a un mezzo, qualsiasi, per lavorare, studiare, incontrare, realizzare un piccolo desiderio.

Pensi a Mario e Giuseppe. Ai macchinisti che in questi treni super tecnologici quasi non ti ricordavi più quasi che esistessero. Oggi non solo lo sai, lo senti, salendo sul Frecciarossa. Non importa dove andrai, stai condividendo un viaggio e qualcosa di più.

Di solito, è il controllore colui che incontri ogni volta. Qualche giorno fa ce n’era uno di una gentilezza brillante: non riuscivi a contare quanti biglietti avesse dovuto far integrare con la tariffa da Malpensa Express. Probabilmente lui però sì. Senza perdere la pazienza, annotando mentalmente, tornando quando promesso. Ha persino ascoltato una ragazza che gli riportava un episodio di qualche giornata prima e lui ha calcolato che quel turno era stato il suo, ricostruiva volti e frammenti di discorsi.

Qualche tempo fa una sua collega affrontava un viaggiatore senza biglietto, minaccioso. Rivedi la scena, lui robusto, lei minuta eppure fortissima: la sua voce ferma, lui che scendeva e biascicava insulti,  che non la scalfivano.

Ma oggi tutto ci può e deve scalfire. Sui visi di tutti lo leggi e anche sul tuo c’è come un velo, che non ti protegge. 

Siamo tutti indiavolati quando i servizi non funzionano come dovrebbero e a volte siamo indiavolati a prescindere.

Ma oggi siamo tutti persone che affidano tratti della loro vita a qualcuno. E mormorano un buongiorno o un grazie in più, poca cosa, che ci fa sentire però meno fragili e soli viaggiando verso una meta.

Marilena Lualdi

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