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Economia | 06 febbraio 2020, 11:12

Mobilità avanzata: in crescita i fatturati delle aziende varesine

I primi riscontri dello studio “Mobilità avanzata: un nuovo hub per Varese” che The European House – Ambrosetti sta realizzando per Confartigianato Varese parlano chiaro. Sette le province coinvolte nell’analisi che verrà presentata il 20 marzo a Ville Ponti: fatturato cresciuto di oltre il 19% in cinque anni.

Mobilità avanzata: in crescita i fatturati delle aziende varesine

Non solo un territorio, quello della provincia di Varese, ma un vero e proprio cluster, esteso all’area omogenea lombardo/piemontese, già oggi cuore di quella mobilità avanzata destinata in un futuro prossimo a entrare di diritto nell’agenda dello sviluppo industriale.

È questa la prima evidenza emersa dall’analisi condotta da The European House – Ambrosetti per Confartigianato Imprese Varese nell’ambito del progetto “Mobilità avanzata: un nuovo hub per Varese” che si propone di presentare un piano di indirizzo operativo per fare dell’area lombardo-piemontese una Silicon Valley della mobilità avanzata.

<<A questo punto dell’analisi siamo in grado di perimetrare e rendere noti i connotati del fenomeno>> rivela il direttore generale di Confartigianato Imprese Varese, Mauro Colombo. <<Lo sforzo fatto è rilevante e ci conforta sin d’ora nell’affermare che la direzione intrapresa dallo studio è corretta così come strategica si è rivelata la decisione di far rientrare nella mappatura sette provincie tra loro complementari nell’offerta: Varese, Milano, Como, Lecco, Monza e Brianza, Novara e Verbano-Cusio-Ossola>> aggiunge il manager.

L’asse tra Lombardia e Piemonte computa infatti un fatturato riconducibile alla mobilità avanzata che attualmente sfiora i 2,2 miliardi e che, in futuro, potrebbe arrivare a quota 44,5 miliardi, anche a fronte di una crescita del 19,5% nel periodo compreso tra 2014 e 2018.

Nel complesso, il cluster potenziale oggi conta più di 1.500 imprese e 83 mila occupati (con prospettive di sviluppo incrementali) e la provincia di Varese si piazza per due volte sul podio del gruppo delle teste di serie: è seconda dopo Milano per numero di imprese e terza, a ruota di città metropolitana e territorio di Monza e Brianza, per fatturato e occupati.

<<Un indicatore di strategicità sul quale lavoreremo da qui al 20 marzo, data di presentazione pubblica dello studio al centro congressi Ville Ponti (ore 18.30, ndr), sottolineando le differenze, e quindi le complementarietà, che rendono il cluster funzionale a sostenere un processo di sviluppo industriale integrato>> analizza ancora Colombo.

In effetti, nelle sette province coinvolte la ripartizione del campione di imprese analizzatosi articola dalla manifattura (prevalente nelle province di Milano e Lecco, a quota 32% nel Varesotto) alla vendita (ambito nel quale Varese raggiunge il 33,5% del totale imprese afferenti al settore della mobilità avanzata). Seguono i comparti dell’utilizzo e post-vendita e la rete infrastrutturale e dei combustibili alternativi, dove ci attestiamo al 38% per ricavi e al 52% per tasso di occupazione.

Nell’alveo del manifatturiero, invece, le specializzazioni dominanti nella provincia dei sette laghi sono i sistemi elettrici e le carrozzerie mentre la media delle altre sei province si suddivide in modo più equo (21, 25 e 15%) tra sistemi elettronici, sistemi elettronici e carrozzerie. In queste ultime due specializzazioni, nel Varesotto si concentrano tra l’altro quattro occupati su cinque del settore manifatturiero: un primato che non riesce a nessun altro territorio in eguale proporzione.

Per quanto riguarda il fatturato, a prevalere è il settore vendita seguito dalla rete infrastrutturale e dei combustibili alternativi. Più basso quello delle imprese manifatturiere, indice della prevalenza di aziende di piccole o piccolissime dimensioni che, tuttavia, hanno sviluppato negli anni competenze da mettere a valore per sostenere le dinamiche di sviluppo dell’industry. Tirando le somme, è evidente che la provincia di Varese si è già ritagliata una specializzazione in nicchie della mobilità del futuro da considerare come strategiche nella fase di operatività del cluster.

<<Ragionare oggi su questa evenienza significa mettere fondamenta solide per accompagnare il percorso di riconversione/digitalizzazione delle imprese attive nel comparto dell’automotive, avviare un dialogo tra settore pubblico e privato con lo scopo di favorire interventi sulla rete infrastrutturale e dei collegamenti e attirare nuovi investimenti>>. Alla previsione del dg Colombo si aggiungano gli interventi <<per avviare percorsi formativi specialistici di eccellenza e incentivare le collaborazioni con il sistema dell’università e della ricerca>>.

Obiettivi ambiziosi indirizzati a quattro tipologie di aziende. La prima, più a rischio, composta da imprese che generano componenti destinati ai soli motori endotermici (a combustione interna), destinate progressivamente a scomparire. Si pensi a chi, ad esempio, produce motorini di avviamento, iniettori, serbatoi, sistemi di insonorizzazione, candele, cablaggi per sistemi di accensione, motori termici, gruppi elettrogeni e alternatori.

Altri settori hanno, invece, già pianificato la propria evoluzione: è il caso delle imprese che stanno spostando la loro produzione/fornitura di prodotti e servizi che possono essere utilizzati anche sulle vetture elettriche e/o ibride plug-in o alimentate a combustibili alternative. Bene anche le imprese specializzate in soluzioni Ict ad elevato contenuto tecnologico applicate alla mobilità e quelle che hanno già maturato l’idea di riconvertirsi dalla propulsione convenzionale a quella avanzata per non uscire dal mercato.

<<Il Blueprint che presenteremo il 20 marzo a Ville Ponti dovrà essere quanto di più concreto si riesca a immaginare alla luce delle evidenze già emerse e che emergeranno dagli studi e da un confronto ristretto con gli esperti del settore in programma il 26 febbraio>> chiosa il direttore generale di Confartigianato Varese Mauro Colombo.  

Redazione

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