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Calcio | 05 febbraio 2020, 11:54

Alfredo Luini, 64 anni ma il sorriso è quello di sempre

Lo scorso 2 febbraio il primo tifoso del Varese ha compiuto 64 anni: siamo andati a trovarlo e lui ci ha accolto con il sorriso di sempre. Il regalo più bello però non l'ha ancora ricevuto: tornare al Franco Ossola per vedere una partita dei suoi biancorossi

Da VareseNoi un augurio di cuore al mitico Alfredo Luini

Da VareseNoi un augurio di cuore al mitico Alfredo Luini

Sessantaquattro anni compiuti domenica scorsa, ma il tempo non sembra non essere mai passato: nella sua casa di Bobbiate, Alfredo Luini accoglie tutti con lo stesso sorriso di sempre. Quello delle corse in carrozzina sulla pista del Franco Ossola, per un gol del suo Varese o dopo essere arrivato primo, ma forse anche ultimo, in una gara (prima il sorriso, poi il risultato). Quello che diventa infinito quando riceve la chiamata dell'amico Sean Sogliano: «Amico mio, qui invecchiamo tutti tranne te. Come fai a essere sempre così in forma?».

Alfredo sorride anche se non c'è più il Varese da andare a vedere accanto alla panchina biancorossa del Franco Ossola perché il Varese, qui, è ovunque, soprattutto nel suo cuore. E, poi, nelle fotografie della scalata alla serie B, nelle magliette e nelle foto, nelle carezze di ogni tifoso, giocatore, presidente ("Il presidente sei tu" disse una volta il Peo). 
Nei ricordi che diventano belli anche quando sembrano tristi. Come quel titolo di giornale, "L'ultima partita del Varese", con la sua carrozzina solitaria in mezzo al prato del Franco Ossola dopo la scomparsa della società gestita dai Turri nel 2004 da cui nacque una delle cavalcate più belle di sempre. Nel momento più buio, l'Alfredo è capace di segnare e vincere solamente guardandoti negli occhi. Come quella volta in cui l'arbitro lo tenne fuori dal campo e, a furor di popolo, fu costretto a farlo rientrare. O quella in cui tutta la squadra allenata da Beppe Sannino salì sul pullman per andare a trovarlo in ospedale a Milano.

Alla fine arrivano una pacca sul cuore, il regalo più bello (la telefonata della sua amica Marilena Lualdi) prima di un ultimo sorriso che parla da solo e che dice «quando torniamo al Franco Ossola?»: caro Alfredo, giriamo il tuo sorriso alla città. Sperando che, anche stavolta, compia il miracolo.

Andrea Confalonieri

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