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Territorio | 03 febbraio 2020, 14:53

La vittoria più bella di Daniele: una scultura in legno per ricordare Erika

Il calciatore del Città di Varese, Daniele Ruffo, ha realizzato un fiocco con la scritta "Fuck Cancer" e lo ha donato a papà Gibe in occasione della partita dei suoi biancorossi a Ponte Tresa. «In quell'abbraccio eravamo in tre»

La vittoria più bella di Daniele: una scultura in legno per ricordare Erika

Una piccola, grande scultura per ricordare Erika: è il gesto compiuto da Daniele Ruffo, giocatore del Città di Varese, per esprimere il suo affetto nei confronti di Massimiliano Gibellini, il papà della piccola Erika, scomparsa a 15 anni dopo una battaglia con la malattia. 

Un fiocco intagliato nel legno con la scritta "Fuck Cancer" realizzato interamente a mano dal calciatore ventiseienne di Daverio che, oltre alla passione per il pallone, coltiva anche quella per i lavori artigianali. Proprio per questo Daniele, molto toccato dalla vicenda personale di papà Gibe, che è nello staff della società varesina, ha voluto consegnarli - ieri in occasione della partita giocata a Ponte Tresa dal Città di Varese - un segno della sua vicinanza nel ricordo di Erika

Un pensiero che ha toccato gli angoli più profondi del cuore di papà Gibe ma anche di chi era presente. «Piccoli gesti che ti riempiono di gioia» sono le parole emozionate di Massimo per ringraziare il giocatore biancorosso. «Vederti venirmi incontro e mostrarmi tutto emozionato quel fiocco, in quell'abbraccio sono sicuro eravamo in tre! Grazie di cuore» ha risposto Daniele con tutta la sensibilità pura che lo contraddistingue. 

La scultura, completamente in legno, è stata realizzata a mano e papà Gibe ha subito trovato il posto migliore dove collocarla nella sua casa di Cadrezzate: vicino alla foto sorridente della sua Erika.

A.C.

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