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Sport | 19 gennaio 2020, 18:12

Un pizzico di Peak, una spolverata di panchina più triple e difesa: la ricetta è giusta per battere Trieste. Varese di nuovo ottava

All’Enerxenia Arena la Openjobmetis batte 91-85 Trieste e chiude virtualmente la pratica salvezza. Massimo il risultato, minimo lo sforzo: a Trieste non bastano i rinforzi per violare Masnago.

Un pizzico di Peak, una spolverata di panchina più triple e difesa: la ricetta è giusta per battere Trieste. Varese di nuovo ottava

OPENJOBMETIS VARESE - PALLACANESTRO TRIESTE, 91-85

VARESE: Peak 20 (1/3, 4/5), Clark 11 (1/2, 3/6), De Vita ne, Jakovics 10 (1/3, 2/6), Natali ne, Vene 10 (2/3, 2/5), Simmons 8 (3/5), Seck ne, Mayo 10 (3/4, 1/7), Tambone 16 (5/5, 1/2), Gandini, Ferrero 5 (1/4). All: Caja

TRIESTE: Coronica 2 (1/1), Cooke 3 (1/2), Peric 8 (3/6, 0/2), Fernandez 11 (1/2, 3/3), Hickman 5 (1/2, 0/5), Cervi 10 (4/5), Strautins, Washington 16 (3/7, 3/3), Janelidze, Cavaliero (0/3, 0/4), Mitchell 14 (6(8), Justice 16 (2/6, 4/8). All: Dalmasson.

NOTE. Tiri da 2: V16/25, T22/42. Tiri da 3: V14/35, T10/25. Tiri liberi: V17/20, T11/15. Rimbalzi: V33 (Simmons 6), T39 (Washington e Cooke 6). Assist: V19 (Tambone e Mayo 4), T20 (Peric 6). Palle perse: V13, T11. Recuperate: V5, T8. Usciti per 5 falli: Fernandez. Spettatori: 4176.

Due per uno, come con le offerte al supermercato: Varese batte Trieste, conquista una “virtuale” salvezza anticipatissima (+8 il vantaggio in classifica su Pistoia penultima, +10 sulla stessa Trieste in virtù del 2-0 nei confronti diretti) e ritorna tra le prime otto della graduatoria raggiungendo la Fortitudo Bologna a quota 18. 

Insomma, vittoria utilissima all’Enerxenia Arena per Ferrero e compagni, bravi ad avere ragione di una formazione ospite sì rinforzata (Washington, Hickman e Cervi), ma ancora tanto disorganizzata, soprattutto al confronto con una Openjobmetis capace di produrre il massimo risultato senza uno sforzo sovrumano. Un pizzico di Peak (20 punti), una spolverata di panchina (sugli scudi Tambone, 16 punti, ma anche Ferrero e Jakovics), una manciata di difesa, forse non costante ma di certo in alcuni tratti condizionante, una scarica di triple (14/35 da tre): la ricetta si è dimostrata giusta ed è bastata per tenere il servizio casalingo, come di consueto (solo Sassari e Trento sono riusciti a rubarlo finora).

Che il successo sia una “medicina”: questa squadra, pur con i suoi difetti e le sue mancanze (e uno straniero che continua a non “girare” per quello che potrebbe o dovrebbe: Mayo), sta giocando e rendendo molto meglio di quello che certe tensioni suggerirebbero. Siamo ottavi: calma e gesso.

LA CRONACA
L’inizio sull’acceleratore dei padroni di casa (8-2) è un fuoco di paglia: l’ottima difesa proposta da Dalmasson, con raddoppi anche sull’arco e attenzione alle linee di passaggio, ingolfa la manovra di Mayo e soci, produce tante palle perse e corrispondenti punti facili con cui gli ospiti volano fino all’8-16 del 7’. Il primo giro di cambi inverte l’andazzo, grazie soprattutto a capitan Ferrero che - con voglia ed energia - riscrive la parità (20-20) alla prima sirena.

L’equilibrio ristorato perdura per quasi tutta la seconda frazione. Trieste prova a infilare un bug nel sistema di Caja con i rimbalzi d’attacco (già 10 in 18 minuti) - e con l’impatto sotto le plance dell’ex Cervi -  la Openjobmetis cerca di rispondere con i dardi dalla distanza di Tambone e Peak: al consuntivo del ventesimo si fanno preferire i secondi, seppur di poco (42-38). 

Trieste dovrebbe conoscere - visto l’andamento della gara d’andata - le possibilità balistiche della squadra di casa, eppure mal se ne cura, scrivendo la sua condanna: nel terzo quarto va in scena un festival biancorosso delle triple cui partecipano pressoché tutti gli effettivi (Vene, Peak, ancora Tambone e Jakovics: 14/28 dai 6,75 m al 30’), il cui effetto è quello di allargare il gap fino al massimo vantaggio del 75-59 siglato proprio al 30’.

Varese vola fino al +20 (81-61), poi - improvvisamente - si pianta sui pedali, forse ritenendo di aver già messo in ghiaccio il match. Niente di più sbagliato: i giuliani si rifanno aggressivi con un pressing esasperato e diverse buone giocate offensive, rosicchiando punto dopo punto fino a un pericolosissimo -4 nell’ultimo minuto. Fortunatamente per i “cajani”, è troppo tardi per un clamoroso ribaltone: finisce 91-85.

Fabio Gandini


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