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Hockey | 18 gennaio 2020, 20:36

DAGLI SPOGLIATOI. Torchio, Da Rin e Malfatti: «Sofferenza, poi l'emozione di vincere insieme ai tifosi. Ora sotto con la finale»

DAGLI SPOGLIATOI. Torchio, Da Rin e Malfatti: «Sofferenza, poi l'emozione di vincere insieme ai tifosi. Ora sotto con la finale»

Dalla pancia della Meranarena, le parole del presidente Matteo Torchio, del ds Matteo Malfatti e di coach Massimo Da Rin. 

Matteo Torchio: «I ragazzi ce l'hanno fatta, sì. Come ho detto stamattina, non saremmo Mastini senza soffrire un po'. Cosa manca in previsione della finale di domani? Un giorno... Domani è un altro giorno e penseremo domani alla finale. Il momento decisivo della partita dal gol di Vanetti in poi».

Sul pubblico: «I ragazzi del Merano ci hanno chiesto: ma quanti siete? I nostri tifosi sono stati davvero dei grandi, secondo me erano anche più di 200: è stato davvero bello. Ora vediamo domani...»

Matteo Malfatti: «Un'emozione fortissima. La partita non è iniziata benissimo, nei primi due tempi è stata dura. Partivamo con i favori del pronostico, abbiamo dovuto gestire qualche situazione in emergenza, compreso il viaggio: abbiamo iniziato col freno a mano tirato. Poi nel terzo periodo l'abbiamo girata e l'abbiamo rimessa sui binari giusti. Un occhio sugli spalti? Certo che l'ho dato: bellissimo. Spero anche di vedere anche domani tante persone. Sono felice per la città di Varese».

La parola d'ordine di un grande Mastino per la finale di domani? «Testa bassa e lavorare. Se i ragazzi giocano con disciplina hanno tutto per fare bene». 

Massimo Da Rin: «Una sofferenza? Sai, sono partite difficili. C'è stato troppo nervosismo. Abbiamo sentito tanto la partita, molta pressione. Nell'ultima settimana anche a livello mediatico c'è stato tanto seguito, forse anche troppo: non siamo abituati... Per fortuna le partite durano tre tempi. Diciamo che il peggio di tutta la stagione l'ho visto nel secondo tempo. Nel terzo tempo invece abbiamo giocato molto bene, perché abbiamo ritrovato disciplina e concentrazione. E fisicamente stiamo molto bene, loro sono invece un po' calati». 

La partita è cambiata proprio lì, tra secondo e terzo tempo: «Per esperienza, la prima cosa è levare il nervosismo. Poi sono partite secche, quindi non bisogna preoccuparsi troppo: vinci o perdi, l'importante è essere qui. Ma dobbiamo essere più tranquilli. Non si possono regalare certi gol: ci vuole disciplina. A volte succede se sei nervoso: vuoi fare qualcosa in più, ma rischi di fare danni. Ora però siamo in finale, un primo obiettivo raggiunto».

Il pubblico: «Sono molto sorpreso, è venuta tantissima gente da Varese: questo è bello, significa che stiamo facendo qualcosa di buono. Sono convinto che domani ci sarà ancora altra gente. Il nostro zoccolo duro era con noi e li ringraziamo. Speriamo davvero di rilanciare l'hockey a Varese, perché è una piazza che ne ha bisogno». 

Gabriele Gigi Galassi


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