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Sport | 11 gennaio 2020, 18:43

IL COMMENTO DELLA PRO. Il furore di Turotti, l'onestà di Colombo, il cuore di Zaffaroni

Il ds: «Non c’è un migliore e peggiore. C’è il peggiore e basta». Colombo a capo chino nonostante la prima doppietta: «Mancati di personalità». L'amatissimo ex capitano: «Il mondo Pro mi regala un'emozione infinita»

Marco Zaffaroni, indimenticabile ex capitano tigrotto

Marco Zaffaroni, indimenticabile ex capitano tigrotto

La Pro cade (leggi QUI) e si rimprovera pesantemente. Forse proprio da questa “tolleranza zero” verso se stessa può ricominciare e raddrizzare in fretta un 2020 partito in modo quasi spettrale con l’Albinoleffe. Dalla rabbia nei propri confronti. Dalla delusione che può - anzi deve - trasformarsi in carica.

Sandro Turotti non fa sconti alla Pro Patria: «La più brutta partita degli ultimi due anni e mezzo. I ragazzi avevano lavorato bene, il risultato è stato un altro: non siamo stati noi. E non è questione di singoli, non c’è un migliore e peggiore. C’è il peggiore e basta».

Tranchant, insomma, il direttore sportivo biancoblù, che dopo la sconfitta contro l’Albinoleffe viene in sala stampa al posto dello squalificato Javorcic. Non risparmia nulla neanche a Colombo, nonostante la doppietta del capitano: «Se la prestazione è stata questa, la responsabilità è anche sua. Come pure mia».

Può stupire tanta severità, visto un punteggio non impietoso. E considerando anche che la Pro ha risposto colpo su colpo fino alla seconda rete: si è arresa solo sulla terza. Soprattutto, mostrandosi disorganica, confusa, come se non si ricordasse più la propria identità

Qual è, questa identità? La squadra che non pensa di volare, ma di far marciare insieme esperti e giovani per costruire un futuro. Un futuro che contro i bergamaschi non si è intravisto nonostante l’aria abbastanza tersa dello Speroni.

Problemi tecnici o carattere? La pausa festiva ha allentato la tensione positiva? Turotti non ha dubbi, né ammette alibi: «È mancato l’atteggiamento. Si è visto tutto il contrario di ciò a cui aveva lavorato il mister. Speriamo che per altri tre anni non si veda una Pro così». 

Entra con il capo chinato anche Riccardo Colombo. Eppure è alla sua prima doppietta. Ma la sua reazione spiazza tutti: «Non mi interessa niente. Non abbiamo centrato l’obiettivo, questo conta. Siamo veramente dispiaciuti. Se c’erano avvisaglie? No, persino il riscaldamento è stato uno dei migliori. Siamo mancati oggi a livello di personalità e ci spiace aver iniziato così il nuovo anno. Loro hanno preparato una buona partita, noi non siamo stati altrettanto bravi. Abbiamo sempre reagito? Sì, è vero. Ma non è bastato».

Se proprio dobbiamo cercare una consolazione, la troviamo “in casa” in un altro senso. Anche se Marco Zaffaroni ci ha punito con l’Albinoleffe, lo storico capitano biancoblù sa farci emozionare dopo la partita, questa volta in maniera non negativa. Il suo fare riservato, quasi ruvido, si scioglie parlando della sua Pro, quella che Zaffaroni lanciò alla promozione.

«Sono stati quattro anni per me eccezionali - ricorda in sala stampa - Dal punto di vista dei risultati e umano. Mi piace tornare, ritrovo anche i dottori, i magazzinieri, tutti, con loro ho condiviso soddisfazioni». Zaffaroni non è alla prima “punizione” inflitta ai tigrotti e afferma che ha preparato i suoi al massimo «perché era una gara insidiosa, la Pro è una squadra organizzata bene, gioca insieme da tanto».

Così prima di andarsene, va al Pro Patria Museum e lì lascia che l’emozione trapeli ancora di più. Una firma, l’esplorazione di questi spazi, la foto di rito accanto ad Andrea Fazzari, curatore del museo.

È un pomeriggio strano, tra ex tigrotti presenti e tigrotti che sembrano essersi smarriti. Ci portiamo via il furore di Turotti e di ogni protagonista biancoblù di questa partita, sperando che questo fuoco che arderà tutti nei prossimi giorni, mandi via ogni fantasma. E che il 2020 per la Pro stia per cominciare.

Marilena Lualdi

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