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Come noi | 21 dicembre 2019, 08:00

Due assegni in beneficenza dagli amministratori di condominio: «Un aiuto alle persone che si spendono per fare del bene sul territorio»

Il presidente di AIAC Varese, Andrea Leta, ha consegnato a Claudio Tarantola di Anmic e a Ileana Maccari e Sonia Milani di VareseDanza dei fondi raccolti tra gli associati. Il miglior modo per augurare buon Natale insieme ad Aime

Due assegni in beneficenza dagli amministratori di condominio: «Un aiuto alle persone che si spendono per fare del bene sul territorio»

«Le associazioni servono… a servire». Un gioco di parole con cui Andrea Leta, presidente di Aiac Varese, ha spiegato ciò che l’associazione amministratori di condominio, al pari di Aime, ha fatto, fa e continuerà a fare per il territorio. 

DUE PROGETTI DA SOSTENERE

Ieri mattina, nella sede degli imprenditori europei, sono stati consegnati due assegni che permetteranno a due realtà varesine di portare avanti le loro attività. Il primo è andato a Claudio Tarantola, consigliere provinciale Anmic Varese, l’associazione nazionale mutilati invalidi e civili. Il secondo a Ileana Maccari e Sonia Milani, che fanno parte del comitato organizzatore dell’evento VareseDanza

«Useremo questi fondi per aiutare persone in condizione tragiche, sole, senza parenti - ha spiegato Tarantola - La collaborazione con Aiac è per noi importantissima e dura tutto l’anno, con i professionisti che aiutano chi ha bisogno nel risolvere problemi di vita condominiale, quali ad esempio le barriere architettoniche: abbiamo ricevuto delle utili e importanti consulenze per sapere come muoverci in situazioni di disagio all’interno dei condomini. Il progetto ha preso ormai piede ed è diventato un punto fermo per l’associazione. Diciamo dunque grazie a chi ci sta vicino e ci aiuta».

«Il nostro assegno diventerà una borsa di studio per il progetto Scarpette nel Cuore, organizzato dall’associazione Green Eventi, che coprirà un anno di danza per un ragazzo disabile - le parole di Sonia Milani - VareseDanza, che il 22 marzo al teatro di Varese vivrà la sua quinta edizione, è l’unico concorso in Italia che unisce la competizione a un aspetto sociale, di sensibilità, di beneficenza. Ringraziamo Aiac, perché questo gesto ci permette di lavorare con netto anticipo. Credo che le associazioni di categoria possano fare proprio questo: individuare chi ha bisogno e poi verificare che i progetti vengano realizzati».

Sulla stessa lunghezza d’onda Ileana Maccari: «VareseDanza permetterà di vivere un momento di conoscenza di questa disciplina all’interno della città, con diversi danzatori che si sfideranno per la competizione. Ma, allo stesso tempo, dei ragazzi in carrozzina dimostreranno come si possa danzare con la stessa armonia e potenza estetica. Grazie ad Aiac, perché questi aiuti cambiano davvero la vita dei ragazzi». 

«BELLO RICEVERE, ANCORA MEGLIO DONARE»

Andrea Leta ha voluto abbracciare i destinatari delle donazioni raccolte tra i suoi associati: «Siamo felici di poter risolvere qualche piccolo problema quotidiano grazie a questa donazioni. Il nostro 2019 è stato di grande successo e quando si fa bene il proprio lavoro è bello ricevere. Ma donare lo è ancora di più. Noi associati di Aiac siamo una grande famiglia: quando ho presentato i due progetti alla nostra cena di Natale, tutti sono stati piacevolmente colpiti da queste possibilità e hanno accolto la proposta». 

Cosa significa aiutare? Leta ha le idee chiare: «Significa individuare persone come Sonia, come Ileana, come Claudio, che stanno facendo un eccellente lavoro, e aiutarle, dare loro una mano».

IL BRINDISI DI NATALE

In alto i bicchieri allora. Per festeggiare il Natale ma anche, e soprattutto, queste iniziative: «Questo gesto vi qualifica e voglio farvi i miei complimenti - l’intervento, di grande sensibilità, del presidente di Aime Armando De Falco - Siamo persone fortunate e il nostro compito è quello di gettare dei semi: non sappiamo quando germoglieranno, ma prima o poi accadrà. E allora dobbiamo farlo oggi, favorendo la cultura dell’accoglienza, del sociale, dell’aiuto reciproco. Il segreto è uno: non dobbiamo pensare al domani, ma a ciò che vorremmo ci sia tra 100 anni».

A fare gli onori di casa e chiudere la mattinata è stato il segretario generale di Aime, Gianni Lucchina: «Brindiamo a queste iniziative, che Aime non ha mai sottovalutato e che ha condiviso con altre realtà. Se un’associazione di categoria si limita e fare contabilità e paghe non svolge davvero la sua funzione. Dobbiamo creare una società che sia in grado di prendersi cura delle persone. Oggi, ma anche e soprattutto domani». 

redazione

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