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Storie | 20 dicembre 2019, 19:00

Un dono che parte dal cuore e raggiunge le famiglie della Fondazione Ronald McDonald: «Fare del bene è contagioso»

La gara di solidarietà lanciata dai McDonald’s varesini con la Pasticceria Buosi coinvolge tutti: titolari, dipendenti, clienti. E raggiunge una cifra super: 7.243 euro in beneficenza

La consegna dell'assegno alla Fondazione Ronald McDonald

La consegna dell'assegno alla Fondazione Ronald McDonald

«Una famiglia unita è la prima forma di cura per i bambini malati». Iniziava così l’articolo di lancio della speciale iniziativa di cui vi stiamo per raccontare i (super) risultati. E inizia così anche questo, perché quando si fa del bene la cosa più importante è svelarne il perché, poi il chi e il come

LA FONDAZIONE RONALD MCDONALD

E allora partiamo da qui. Era il 1974 quando Fred Hill, campione di football dei Philadelphia Eagles, si trovò insieme alla sua famiglia a dover trascorrere lunghe giornate nelle sale d’attesa dell’ospedale dove veniva curata la sua bimba, Kim, affetta da leucemia. Un destino comune a tante famiglie, costrette in certi casi a lunghi viaggi e ingenti spese - per chi poteva permetterselo - per pernottare negli hotel.  

Hill ha un’idea, un’illuminazione: creare un luogo dove i genitori dei bambini malati possano ritrovarsi e sostenersi a vicenda. Una… casa lontano da casa. 

Chi sponsorizza i Philadelphia Eagles in quel periodo? McDonald’s. Così Fred lancia l’iniziativa e Ray Kroc, il fondatore della catena di fast-food più famosa al mondo, la raccoglie immediatamente. Nascono la prima casa Ronald e la Ronald McDonald House Charities. Oggi le case Ronald sono 367 in 43 Paesi del mondo: il sogno di Fred è realtà. 

I NUMERI DEL CUORE

Anche l’Italia è protagonista. La Fondazione Ronald McDonald "tricolore" ha appena festeggiato i suoi primi 20 anni, durante i quali ha dedicato ogni sforzo all’aiutare i bambini in condizioni di disagio, dando la possibilità alle famiglie di restare insieme ed essere attivamente coinvolte nell’affrontare, e battere, una malattia

La Fondazione - oltre a ristrutturare e allestire nuove aree di degenza negli ospedali o donare apparecchiature mediche - si occupa così di aprire e gestire le Case Ronald e le Family Room. Le case Ronald attive in Italia sono 4: due a Roma, una a Brescia, una a Firenze. Due invece le Family Room, a Bologna e ad Alessandria. La Fondazione collabora con l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, l’ASST Spedali Civili di Brescia, l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, il Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna e l’Azienda Ospedaliera Nazionale SS Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria. 

L’apertura della prima Casa Ronald in Italia è avvenuta nel 2007. Da allora, comprendendo anche le successive tre e le Family Room, sono state accolte più di 40.000 persone per oltre 200.000 notti. Per dare un ulteriore dato utile, le Case Ronald e le Family Room consentono alle famiglie ospiti un risparmio di quasi 2 milioni di euro in spese di alloggio.

Numeri, tutt’altro che freddi. Anzi, che scaldano il cuore. Nel 2018 sono state più di 3.628 le persone servite, 1.851 le famiglie, 21.285 i pernottamenti offerti. La permanenza media in Casa Ronald è di 26 giorni, 6 nelle Family Room. Ma le tante e toccanti storie raccontano anche di genitori che hanno potuto avere un punto di appoggio per mesi, in certi casi anni, potendo così rimanere accanto ai loro bambini durante le cure.

DA PHILADELPHIA, ALL’ITALIA, A… VARESE

Torniamo a noi. E, svelato il perché, adesso parliamo del chi e del come. Nelle prime tre settimane di novembre, nei McDonald’s di tutta Italia, è stata lanciato un periodo di particolare attenzione alle donazioni inserite nelle casette trasparenti poste vicino alle casse. 

I licenziatari McDonald’s dell’area varesina, Giusy e Giorgio Gennari, hanno pensato di fare qualcosa in più nei loro ristoranti di Varese (centro e Masnago), Malnate, Solbiate Arno e Induno Olona: proporre un dono che incentivasse i clienti a sostenere la Fondazione. La collaborazione non poteva essere più golosa, perché al loro fianco hanno trovato Denis Buosi, il maestro delle omonime pasticcerie di Venegono Superiore e Varese, che ha raccolto l’invito e creato il “Biscotto del Buon Cuore”

Il "Biscotto del Buon Cuore"

I dipendenti dei ristoranti hanno così proposto questi biscotti - realizzati con gioia, impegno e altruismo dallo staff Buosi - che sono andati letteralmente a ruba. Non solo, in realtà. Perché i ragazzi, tra un Big Mac e l’altro, hanno dato vita a una vera e propria gara di solidarietà: ore di lavoro e premi aziendali donati alla causa, telefonate tra ristoranti per aggiornarsi sui risultati ottenuti.

Non c’è un vincitore, perché quando si fa del bene non esistono classifiche. Ma c’è un risultato, da celebrare: alla Fondazione sono stati recapitati 7.243 euro, di cui 5.250 raccolti grazie ai  “Biscotti del Buon Cuore”. 

«SIAMO FELICI»

Martedì pomeriggio, nel ristorante di Malnate, è stato il momento di consegnare l’assegno alla Fondazione, rappresentata dal dolce sorriso di Gloria Guerra. Un pezzetto di… “mega Biscotto del Buon Cuore” per tutti, la foto di rito. E i ringraziamenti a chi ha fatto la differenza: «La nostra squadra si è unita a quella della Pasticceria Buosi, dando vita a una collaborazione che ha permesso di raggiungere un ottimo risultato - raccontano, con gioia, Giusy e Giorgio Gennari - Siamo felici, perché tutti insieme abbiamo raccolto qualcosa che sarà d’aiuto a chi ne ha bisogno. I nostri ragazzi sono stati fantastici: alcuni di loro hanno “girato” il premio ricevuto per le ottime performances lavorative, altri hanno donato un’ora del loro lavoro; si sono perfino inventati una lotteria per raccogliere ulteriori fondi. I “Biscotti del Buon Cuore” hanno poi fatto centro e sono stati graditissimi dai nostri clienti, a cui va il nostro ringraziamento per aver creduto insieme a noi a questo importante progetto. Fare del bene è contagioso - concludono - E l’abbiamo davvero toccato con mano». 

Denis Buosi è d’accordo: « Abbiamo accettato volentieri la proposta da parte di Giusy e Giorgio, considerando il fine generoso e il sostegno che ogni giorno la Fondazione Ronald McDonald fornisce alle famiglie che si trovano in una situazione dolorosa come la malattia di un figlio. Siamo felici, la collaborazione tra realtà del territorio produce sempre buon frutti, soprattutto in caso di iniziative a scopo benefico: con l’aiuto di tutti si può fare molto per chi ne ha bisogno». 


Giusy Gennari e Gloria Guerra


Denis Buosi in mezzo a Giusy e Giorgio Gennari


I coniugi Gennari, licenziatari dei McDonald's di Varese (centro e stadio), Malnate, Solbiate Arno e Induno Olona

Gabriele Gigi Galassi

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