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Sport | 04 dicembre 2019, 15:30

EDITORIALE. Taddeo, il Varese e la morale a scoppio ritardato

La notizia dell'arresto dell'ex presidente del Varese, che non riguarda il suo ruolo nella società biancorossa ormai scomparsa, ha riacceso il dibattito sulla fine del calcio in città e su quello che è successo negli ultimi anni. Noi la pensiamo così

EDITORIALE. Taddeo, il Varese e la morale a scoppio ritardato

La notizia dell'arresto di Aldo Taddeo, che non è legata al suo ruolo di ex presidente del Varese Calcio, sta provocando discussioni e reazioni, soprattutto sui social, per il suo vecchio ruolo nella società biancorossa. Le misure cautelari richieste dal gip del tribunale di Busto per Taddeo e altre due persone (altre sei sono indagate) poiché ritenute responsabili di bancarotta fraudolenta per aver provocato il dissesto di 3 imprese della provincia (2 a Busto, 1 a Samarate) e i motivi dell'intervento di magistratura e forze dell'ordine potete leggerli cliccando QUI.
 
Poi, si è letto di tutto. E si sono accumulati commenti, elucubrazioni, indiscrezioni, ovviamente slegati dalla vicenda giudiziaria in corso ma legati a una cosa che non c'è più: il Varese. Ci permettiamo di dire un paio di cose, una generale e l'altra un po' più personale avendo vissuto da vicino una cosa che ora tutti guardano da lontano.

Quella generale: le prese di posizione di chicchessia, perfino le nostre, sull'esperienza di Taddeo al Varese Calcio, risultano oggi tardive, inadeguate, inutili e beffarde visto che riguardano un passato che è, appunto, passato, finito, sparito. Di più: seguono l'onda tutta italiana e anche un po' varesina di schierarsi, questionare o dare giudizi solo alla caduta di qualcuno che era, invece, tollerato, ascoltato, intervistato e in alcuni casi sostenuto per lo meno con un'alzata di spalle quando si trovava in posizioni di comando, tranne che in un paio di casi davvero eccezionali. Prima silenzio, perfino qualche apertura e timidi applausi, poi fischi: questa non è coerenza.

Seconda considerazione: se il Varese non esiste più, non è soltanto colpa di Taddeo ma di quella parte di città o di quella fetta d'opinione pubblica che non hanno vigilato abbastanza, e di tutti quelli che hanno aperto le porte a Taddeo e non solo a lui. Non c'è arrivato da solo, per caso o per fortuna (sfortuna), in quel ruolo.
 
Non si contano i presidenti o i dirigenti biancorossi che negli ultimi anni sono finiti nei guai o sono stati privati dalla libertà per inchieste giudiziarie, un vero e tristissimo record del calcio mondiale: questi sono i fatti che, andando ben oltre Taddeo, hanno alla fine schiacciato un club e la sua storia, decretandone la fine, quasi si fossero spezzati i motivi ultimi della sua esistenza, che da anni non erano più quelli di fare calcio.   

Resta una frase a sintetizzare la storia recente del Varese pronunciata ieri sera da un importante uomo delle istituzioni varesine attraverso un amarissimo paragone: «Nella Pallacanestro Varese ci sono sempre stati proprietari, azionisti o sponsor che con le loro attività facevano economia reale, nel Varese no, o quasi mai». Anche da questo dipende la vita o la morte di un club. 

Qui sotto potete ascoltare il commento audio di Andrea Confalonieri sul rapporto tra il Varese e Taddeo trasmesso nei radiogiornali di oggi da Radio Missione Francescana in onda alle 17, alle 19 e alle 22.30 sulla frequenza 99.4.

Andrea Confalonieri

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