/ Varese

Cerca nel web

Varese | 03 dicembre 2019, 11:00

Da Varese l’onorevole Gadda lancia la legge anti spreco sui prodotti per animali domestici

Presente all’inaugurazione dell’area cani di Masnago, l’onorevole ha spiegato come la legge che porta il suo nome possa essere applicata anche ai prodotti per gli amici a 4 zampe

Da Varese l’onorevole Gadda lancia la legge anti spreco sui prodotti per animali domestici

Approvata nel 2016, la legge sulle "Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi” ha un potenziale incredibile che ancora in pochi sfruttano e una miriade di applicazioni, persino a favore degli animali domestici

«E’ una legge che non conosce limiti - ha detto Maria Chiara Gadda durante l'inaugurazione del Parco Biscotti - E vedendo tutte queste persone riunite oggi per i loro cani, mi è venuto in mente che forse in pochi sanno che si può applicare anche per i prodotti di pet food».

Detta anche Legge Gadda, perché fortemente voluta dall’onorevole tradatese di Italia Viva, è una normativa che ha rivoluzionato il sistema di recupero di cibo e farmaci a fini di solidarietà, consentendo a commercianti e catene di distribuzione di conservare alimenti in buono stato che altrimenti andrebbero buttati via, donandoli in cambio di agevolazioni fiscali a organizzazioni che garantiscono un pasto alle persone povere

La Legge di Bilancio 2018 ha invece esteso il raggio di azione della legge con due emendamenti che allargano il paniere di prodotti che si possono donare per finalità sociali, semplificando alcune procedure ed estendendo le agevolazioni fiscali

Oggi, anche chi è attivo nel settore del pet, può quindi applicare la legge su quei prodotti non conformi ai requisiti aziendali di vendita, rimanenze di attività promozionali, prossimi al raggiungimento della data di scadenza, rimanenze di prove di immissione in commercio di nuovi prodotti, invenduti a causa di danni provocati da eventi meteorologici, invenduti a causa di errori nella programmazione della produzione, non idonei alla commercializzazione per alterazioni dell’imballaggio secondario che non inficiano le idonee condizioni di conservazione. 

«E invito le aziende e i negozi a farlo – ha sottolineato l’onorevole Gadda – Penso a tutta la mangimistica che non può più essere venduta per svariate ragioni e che invece può essere di aiuto alle famiglie in difficoltà con animali domestici o alle associazioni che si occupano di loro. Di contro, chi dona può usufruire di tutti gli sgravi fiscali previsti dalla Legge».

Si tratta di dedurre tutti i costi ai fini Iva, perché le operazioni sono equiparate a quelle di distruzione dei beni: nessuna imposta sulle merci in uscita, mentre è riconosciuta la detrazione dell’Iva assolta a monte.

Per quanto riguarda le procedure per chi decide di donare, se la cessione è gratuita, considerata nel suo insieme è di valore inferiore a 15 mila euro o si tratta di eccedenze alimentari facilmente deperibili, può essere certificata solo con documento di trasporto o titolo equipollente. Negli altri casi è richiesta invece una comunicazione riepilogativa da inviare per via telematica dal donatore all’amministrazione finanziaria entro il quinto giorno del mese successivo. L’ente beneficiario deve rilasciare la propria dichiarazione attestante l’impegno ad usare i beni in conformità alle finalità istituzionali.

Valetina Fumagalli

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore