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Cronaca | 30 novembre 2019, 09:49

Ristrutturava una palazzina senza le autorizzazioni, chiusa impresa edile e multato il titolare

La ditta, impegnata in una ristrutturazione a Varese, non aveva i requisiti minimi necessari per esercitare l’attività e impiegava operai in nero. Multa di quasi 60mila euro

Ristrutturava una palazzina senza le autorizzazioni, chiusa impresa edile e multato il titolare

I Carabinieri della stazione di Luino assieme ai colleghi del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Varese nella mattinata di ieri hanno ispezionato un cantiere edile impegnato in una ristrutturazione totale di una palazzina su tre piani ad uso residenziale. Sul posto sono intervenuti anche gli ispettori dell’ispettorato Provinciale del Lavoro di Varese che hanno contribuito all’accertamento.

Si tratta di un privato che ha dato incarico ad una ditta edile senza i requisiti minimi necessari per esercitare l’attività sotto molteplici punti di vista. All’arrivo dei carabinieri, vi erano due operai che lavoravano senza alcun contratto, quindi in nero.  Entrambi originari dell’est Europa, erano senza documenti ed ingaggiati dalla ditta che stava eseguendo i lavori per conto della proprietà. 

Sono state riscontrate da subito gravi violazioni in materia di sicurezza che comportano pericolo per l’incolumità degli stessi operai. Per questo motivo sono stati adottati due provvedimenti, uno amministrativo ed uno cautelare. Da una parte la chiusura dell’attività con obbligo di regolarizzazione seguendo tutte le prescrizioni sulla sicurezza da parte della ditta esecutrice. Dall’altra la denuncia per le violazioni penali alla procura della Repubblica di Varese, sia per la proprietà che per l’esecutore dei lavori.

Tra le altre violazioni accertate, la ditta non aveva comunicato al comune l’inizio dell’attività mediante notifica preliminare da fare anche agli organi ispettivi con le comunicazioni delle ditte interessante affinché possano essere eseguiti i necessari controlli sulla sicurezza.

Le sanzioni comminate sono state di oltre 50mila euro per l’impresa e 7.500 euro per le restanti violazioni amministrative in materia di lavoro.

Redazione

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