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Eventi | 28 novembre 2019, 07:47

Successo di pubblico per Lo zoo di vetro andato in scena al teatro di Varese

Lo spettacolo della produzione Luganoinscena ha la regia curata dal giovane Leonardo Lidi, premio nella sezione College della Biennale Teatro di Venezia 2019 dedicata ai registi under 30. La sfida di rinnovamento e coinvolgimento di nuovo pubblico nel teatro di Varese, sembra andare nella direzione giusta.

Successo di pubblico per Lo zoo di vetro andato in scena al teatro di Varese

E’ entrata nel vivo e si consolida la stagione di prosa al Teatro di Varese, martedì sera davanti a un pubblico davvero numeroso è andata in scena la produzione della compagnia del Lac di Lugano con l’adattamento e la regia di Leonardo Lidi (che gli sono valsi il premio nella sezione College della Biennale Teatro di Venezia 2019 dedicata ai registi under 30).

Una messa in scena insolita e sorprendente con il personaggio principale, Tom, che prima di interpretare racconta al pubblico come si presenta la scena.

Tom (Tindaro Granata) che è un Pierrot che vive con la madre, ingombrante e sfatta Amanda Wingfield, e la sorella Laura, stralunata e asociale, soffre una situazione familiare di cui si sente ostaggio e responsabile. Un lavoro che non lo gratifica tanti sogni in testa e una propensione ad annebbiare il dolore nell’alcol nel ricordo di un padre che li ha abbandonati: lui ,la madre e la sorella ,senza una parola né un sostegno.

E così questa madre, ambiziosa e petulante, ottimamente interpretata da Mariangela Granelli, è alla continua ricerca di un pretendente per la figlia, un pretendente che si possa poi prendere carico anche di lei, stravolta dal dolore dell’abbandono che la porta a trasformarsi in una figura a tratti estremamente drammatica e a tratti clownesca.

La giovane Laura, non solo zoppa ma anche estremamente timida e asociale, fragile come gli animaletti di vetro che ama collezionare,è un pensiero costante per la madre ma anche per il fratello Tom che la ama profondamente ma che vorrebbe fuggire da una quotidianità opprimente e dal giudizio spietato della madre, rifugiandosi ogni sera al “cinematografo”.

Un giovane affabulatore che una sera entra in questa casa cercando la fiducia e la disponibilità della fragile Laura e della “fin troppo aperta” Amanda porta al triste epilogo: un lampione che si spegne e le pareti della casa che si schiantano segnano la chiusura dello spettacolo con un inevitabile “no happy ending”.

Uno spettacolo affascinante, ma non facile con ottimi interpreti e una regia coraggiosa che sembra essere stato apprezzata dal pubblico varesino generoso di applausi verso i 4 interpreti.

In attesa del prossimo spettacolo in calendario, il 10 dicembre La locandiera di Goldoni, ancora con Mariangela Granelli come protagonista e la regia di Andrea Chiodi (curatore e direttore artistico di questa rassegna), si può dire che la sfida di rinnovamento e coinvolgimento di nuovo pubblico nella platea varesina del teatro di Varese, sembra andare nella direzione giusta.

Cristina Cannarozzo

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