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Varese | 27 novembre 2019, 13:45

L'OPINIONE. Il Natale a Varese non dev'essere una città dei balocchi. Meglio uno slancio di cuore che un parcheggio gratis (audio)

Inutile inseguire gli altri: a Varese puntiamo su stupore, semplicità e umiltà, non su luminarie e mercatini più belli. Prima dare, poi avere: la sostanza di un brindisi all'hospice, al Del Ponte, alla Casa di Paolo o dai ragazzi in carrozzina che decidono di sciare seduti vale più dell'apparenza

La foto postata da Daniele Zanzi: una stella brilla su Varese dall'albero sotto il Mosè al Sacro Monte

La foto postata da Daniele Zanzi: una stella brilla su Varese dall'albero sotto il Mosè al Sacro Monte

Il Natale, per noi, non è una gara con Como a chi ha le luminarie più abbaglianti. Non è una città dei balocchi. Non è una corsa ad avere i parcheggi gratis, una corsa che non finisce neppure quando arrivano perché, comunque, si potevano avere perfino un po' più tempo gratis. Non è scuotere la testa perché a ottobre ci sono già le lucine nelle vie e, poi, a fine novembre scuoterla ancora perché non sono ancora accese. Non è una luce o un albero addobbato o un parcheggio in più, che porta sempre a volere di più.

Il Natale a Varese, e non solo a Varese, è fatto di parole come semplicità, umiltà, stupore. E' fatto, prima di tutto, del verbo dare che viene prima dell'avere. Da un dono, perché no, inaspettato invece che da ciò che tutti pretendono. E se tutt'intorno scatta la gara al mercatino e alla giostra più belli, Varese può sempre essere migliore perché punta sulle cose vere, quelle che non si dicono ma si fanno. Può fare spuntare a sorpresa una stella cometa in piazza Repubblica e, con quella, meravigliare tutti: basta un segno o un'idea per fare la differenza.

Prendete il Natale al Sacro Monte, che come tutti i Natali di una volta partirà l'8 dicembre: un albero sotto il Mosè e le luci del lavatoio o del borgo arriveranno innanzitutto dallo slancio di qualche cuore generoso, dai regali di privati e cittadini, dalla passione di chi ci vive o lavora. Che non chiede nulla ma offre: non per sé. Per il Sacro Monte.

Perché le luci che contano sono quelle del cuore. Quelle che si accenderanno alle 11 di domenica al cinema Miv quando Bof e i suoi amici ci faranno scoprire ancora una volta che si può sciare anche in carrozzina, anzi da seduti. Quelle magari foche ma luminosissime di un brindisi alla Casa di Paolo all'oratorio San Vittoreall'Hospice dell'ospedale di Circolo, all'ospedale del bambino al Del Ponte. Perché regalare un sorriso, in certi casi, conta più che ricevere (esigere) un parcheggio in regalo. Perché Varese, quando fa le cose senza dirlo, batte tutti. Anche la città dei balocchi.
 
Perché la Varese più bella non appare, è segreta. Non insegue, resta se stessa. Non chiede, dà. E apprezza ciò che ha, poco o tanto, bello o brutto: questo è lo spirito del Natale a Varese.

Qui sotto il commento audio di Andrea Confalonieri sul Natale a Varese trasmesso nei radiogiornali di oggi da Radio Missione Francescana in onda alle 17, alle 19 e alle 22.30 sulla frequenza 99.4.

Andrea Confalonieri

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