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Varese | 25 novembre 2019, 21:29

FOTO E VIDEO. La vera storia della Carta di Varese al Battistero di Velate

Quattro grandi donne nel 1902 decidono di riavviare l'antica produzione di Carta di Varese che poi conquisterà i clienti di tutto il mondo all'Expo del 1910: miniature-gioiello, curiosi oggetti e un percorso conoscitivo in mostra al Battistero fino all'8 dicembre grazie alla curatrice Carla Tocchetti. La testimonianza video di Aurora Sozzani

FOTO E VIDEO. La vera storia della Carta di Varese al Battistero di Velate

E' stata inaugurata sabato al Battistero di Velate una magnifica ed emozionante mostra dedicata alla vera storia della Carta di Varese e alle miniature ispirate alle nobildonne Ponti che resterà aperta fino a domenica 8 dicembre dal titolo "Varese 1902. Storie di donne, storie di doni". Vi proponiamo in fondo all'articolo la bella e toccante testimonianza video di Aurora Sozzani, che ha visitato la mostra domenica scorsa. 

Il progetto storico-artistico di Natale al Battistero di Velate parla di amore per la storia e il bello, di donne e doni ed è stato ispirato e voluto da Carla Tocchetti, presidente dell’Associazione Beautiful Varese. Nella splendida location barocca, a lato della Chiesa di Santo Stefano nel borgo più antico di Varese, fino a domenica 8 dicembre saranno in scena testimonianze, ricordi e oggetti che ricostruiscono la vera storia della Carta di Varese. Il progetto è attuato da Beautiful Varese International Association in partenariato con il Comune di Varese e il patrocinio della Fondazione Comunitaria del Varesotto.

«Tutto è iniziato con la fortuna di avere a disposizione, per una mostra, una preziosa quanto rara collezione privata di un centinaio di fogli di Carta Varese, una particolare carta a mano decorata con stampi antichi provenienti dalla più grande stamperia attiva da fine Seicento fino a metà Ottocento nel Veneto, la Remondini» dice Carla Tocchetti.

«Su quasi tutti i fogli è apposto un particolare timbro a secco con le iniziali di quattro signore della buona società lombarda, tre sorelle e una cognata, tutte appartenenti ad una famiglia che ha fatto la Storia con la S maiuscola a Varese. E’ il ramo femminile, diretto discendente dell’Andrea Ponti industriale di grandissima levatura noto per aver trasformato la Valle Olona da realtà contadina di mulini e macine, a impero di fabbriche per la lavorazione del cotone, del lino, del fustagno e altri tessuti. Sono anni in cui cambia anche la geografia sociale del territorio, i Ponti si impegnano non solo a livello industriale, ma anche in una intensa attività politica e di benemerenza, facendo dono alla comunità di asili, case popolari, ospedali, scuole, biblioteche. Sono in particolare legate alla promozione delle Belle Arti e del progresso sociale femminile le tre figlie di Andrea Ponti, Ester coniugata Esengrini, Maria che andrà sposa al conte Pasolini, Antonia che si mariterà con il conte Gianforte Suardi. Con loro anche la cognata, la siciliana Remigia Spitaleri dei Baroni Muglia moglie di Ettore, sindaco di Milano. Sono queste quattro donne che, nel 1902, decidono di riavviare l’antica produzione di Carta di Varese da stampi originali Remondiniani, affidandosi ad un antiquario di Varese, Giuseppe Rizzi, il quale portò la Carta di Varese all’Expo di Bruxelles del 1910, conquistando clienti di tutto il mondo».

A restituire al pubblico del Battistero di Velate le storie di queste magnifiche donne sarà ALF, pseudonimo dell'artista perugina Adele Lo Feudo, attraverso preziose miniature-gioiello ornate da antichi monili, ispirate alla galleria dei ritratti della famiglia Ponti e ad alcune celebri donne dell’epoca, Edwige Toeplitz, Maria Teresa d’Austria e Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena.

In mostra al Battistero di Velate, anche curiosi oggetti realizzati in Carta di Varese originale dal rigattiere varesino Giampaolo Pensa, oggi novantaduenne, che conobbe di persona alcuni dei protagonisti di questa storia. Concluderà il percorso conoscitivo sulla Carta Varese il tutorial tenuto da Raffaella Asni, bibliotecaria milanese, appassionata di aspetti storici del costume e fondatrice dell'Officina del Monaco Alcuino , che raccontando insegnerà come creare oggetti decorati in stile "veneziano" e ottocentesco. Per chi vorrà approfondire, un piccolo libricino realizzato dall’Associazione Beautiful Varese fissa le memorie raccolte, in attesa di una pubblicazione più completa sull’argomento.  

Il Battistero sarà aperto fino all'8 dicembre, dal giovedi alla domenica dalle 14 alle 18 (la domenica mattina anche dalle 11 alle 13). I tutorial di oggetti decorati vintage si terranno il 7 e l’8 dicembre dalle ore 15 alle ore 18 (informazioni su costi e prenotazioni a carlatocchetti@gmail.com).

Ecco la testimonianza video di Aurora Sozzani raccolta dalla curatrice Carla Tocchetti, dopo aver visitato la mostra domenica scorsa.

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