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Varese | 19 novembre 2019, 00:10

VIDEO E FOTO. Bof e il suo Brasile «meravigliosamente e tragicamente fuori dal mondo»

Roberto Bof ci porta in viaggio con sé nel Brasile delle scuole dove ci sono i banchi ma non i libri, i bimbi giocano con palloni di pezza a piedi nudi e le strade di terra rossa si perdono nel nulla

VIDEO E FOTO. Bof e il suo Brasile «meravigliosamente e tragicamente fuori dal mondo»

«Meravigliosamente e tragicamente fuori dal mondo»: solo Roberto Bof, campione varesino di umanità, poteva raccontarci così il suo viaggio nel Brasile che lui, quando tornerà a casa, accosterà certamente - in un pezzetto del suo grande cuore - alla Varese più bella, cioè quella generosa, alpina, speciale nell'orgoglio e nella ricchezza di quei disabili esempio d'abilità.

Meravigliosamente fuori dal mondo come nel video inviato poco fa in cui è seduto sul cassone di un camioncino che avanza ondeggiando su una strada che pare una mulattiera, «in mezzo a qualcosa che non si può descrivere» ma che, se si potesse descrivere, uscirebbe da una macchina del tempo, anzi da un tempo fermo in un luogo e in uno spazio senza contorni, né orari, forse neppure leggi, né oggi, né ieri, né domani, purezza, nudità, crudezza. Se esistono i confini del mondo, sono qui, dove solo Bof poteva arrivare.

Tragicamente fuori dal mondo come in un secondo video che vi proponiamo, dove una suora, davanti all'ingresso di una scuola nel Povoado di Chupè, prefettura di Arame, racconta come sia merito delle donazioni e della generosità di una milanese, Elena Strada, del Comune e di un'associazione di Caronno Pertusella se da una casetta i ragazzi oggi possono sedersi sui banchi. «Anche se sono fatiscenti e mancano i libri di testo - aggiunge - però intanto hanno un posto dove ascoltare la professoressa» in un contrasto - banchi sì, libri no - che è l'emblema di questa meravigliosa tragicità in cui s'è imbattuto Bof

Il viaggio di Bof continua nel silenzio in un abraço di saudade verde, rosso, blu, piccolo, grande, scalzo, duro, dolce, tra occhi di bambini che quando lo guardano sono più luminosi dei fari, l'unico sostegno di una mano che s'intreccia in un'altra, il legno delle case che sembra la prosecuzione storta di quello dei tronchi, un pallone di pezza da prendere a calci a piedi nudi, i sentieri di terra rossa che si perdono nel nulla, i sorrisi dei bimbi coperti soltanto dai costumini.

Tutto questo è quell'abraço de saudade che dà il titolo dell'ultimo video di Roberto dal nord est del Brasile, Stato di Maranhão, dove operano i religiosi del Vispe. E dove è arrivato questo cittadino onorario non di Varese, ma del mondo e dei suoi confini, dove non esistono titoli di carta ma soltanto cartoni che contengono l'essenza degli uomini


Andrea Confalonieri

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