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Busto | 16 novembre 2019, 18:49

FOTO e VIDEO. Pro Patria Museum: cento figurine, tanti ricordi e infinite emozioni

Con il taglio di nastro alla presenza dei giocatori biancoblu e di mister Ivan Javorcic sono stati presentati oggi gli spazi rinnovati del Pro Patria Museum. Il racconto di Marilena Lualdi per una giornata speciale.

FOTO e VIDEO. Pro Patria Museum: cento figurine, tanti ricordi e infinite emozioni

Nel pomeriggio di oggi, con il simbolico taglio del nastro alla presenza dei giocatori della prima squadra di mister Ivan Javorcic e della presidentessa Patrizia Testa, il Pro Patria Museum (aperto ad orario continuato fino alle ore 17) ha finalmente potuto ringraziare i 100 veri e autentici protagonisti di questa bella pagina targata Busto Arsizio, una città che – quando si parla di Pro Patria, di origini, di tradizione e d’orgoglio – sa ancora stupire. Spazi rinnovati e più sicuri nei quali spicca l’album delle 100 figurine, corredato dai relativi “grazie di giornata” che hanno scandito – sulla pagina facebook del PPM – un’iniziativa lanciata lo scorso 24 giugno, proprio in occasione della festa di San Giovanni, patrono di Busto Arsizio. Ecco il racconto di Marilena Lualdi.

Ci sono cento figurine, ma la mente vaga tra infiniti volti e momenti. Il Pro Patria Museum  con la regia dell’Associazione culturale bustocca “Brughiera CàDaMat” –  si è presentato rinnovato e protetto in questo sabato di novembre, che  anticipa la partita contro il Gozzano. 

Ci sono cento bustocchi che hanno voluto ricordare qualcuno legato o che li lega alla Pro, ed ecco l’album con i nomi. Ma subito dopo il taglio del nastro, anzi un pochino prima, i discorsi già ondeggiano tra il passato e il futuro, si menziona un altro protagonista, un familiare, un compagno di scuola, un amico senza il quale non saremmo mai caduti dell’incantesimo benevolo dello Speroni. Si affollano i tifosi, mentre i discorsi si intrecciano, ma anche i giocatori di oggi. Entrano, scrutano, con il mister e i vertici della società.

Foto e copertine si rincorrono, ma nessuno riesce a sottrarsi al potere della scritta fuori, quella che dice tutto. È la famosa frase con cui Bruno Roghi, con “La Domenica sportiva” 88 anni fa, sancì la fama di tigrotti per i giocatori della Pro Patria. Più la leggi, più ti vengono i brividi.

Uno, nessuno, centomila, ci viene in mente il romanzo e pensiamo che nemmeno “centomila” basta per racchiudere questo sogno lungo un secolo. 

«Squadra nata per la battaglia è la Pro Patria».

Era il 12 marzo 1931, la primavera che chiamava. Oggi è il 16 novembre 2019 e vaga in brughiera l’inverno. Ma quelle parole, quello spirito, sono scolpiti.

Grazie a chi ci crede e lo rende possibile, con piccoli e grandi gesti, ancora cento anni dopo. 

 

 

 

Marilena Lualdi

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