/ Cronaca

Cerca nel web

Cronaca | 11 novembre 2019, 19:20

«Il sindaco di Gallarate Cassani indagato per turbativa d'asta». Lui si difende: «Il mio comportamento sempre corretto»

La notizia è stata riportata dall'Ansa. L'accusa riguarderebbe una presunta nomina pilotata di due avvocati per un parere legale. La replica del primo cittadino: «Lo apprendo dalla stampa, disponibile ad essere ascoltato al più presto». Interviene anche Salvini: «Cassani ha tutto il mio appoggio»

«Il sindaco di Gallarate Cassani indagato per turbativa d'asta». Lui si difende: «Il mio comportamento sempre corretto»

Il sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, sarebbe indagato per turbativa d'asta nell'ambito di uno dei filoni dell'inchiesta "Mensa dei poveri". La notizia è stata riportata nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 11 novembre, dall'Ansa, dal Corriere della Sera e da altre testate nazionali.  

«L’accusa - scrive il Corsera nella sua edizione online - riguarda una presunta nomina pilotata di due avvocati per un parere legale su un’azione di responsabilità intentata dall’ex Giunta di centrosinistra contro gli ex amministratori di una municipalizzata, tra cui Nino Caianiello», l'ex responsabile di Forza Italia al centro dell'inchiesta partita alcuni mesi fa. Sempre secondo quanto si apprende dalla stampa nazionale, la Guardia di Finanza avrebbe acquisito alcuni documenti nella giornata di oggi negli uffici comunali di Gallarate.

Cassani, sindaco della Lega, ha ricevuto la solidarietà del leader del Carroccio Matteo Salvini: «Tutto il mio appoggio al bravo sindaco Cassani, alla sua giunta e a tutta la comunità di Gallarate, esempio di buona e corretta amministrazione, di partecipazione cittadina democratica e trasparente» ha dichiarato Salvini.

Non si è fatta attendere la replica del primo cittadino che in un comunicato diffuso in serata alla stampa ha dichiarato: «Apprendo dalla stampa di essere indagato, e ritengo giusto che la Procura faccia le indagini necessarie in modo che io possa chiarire definitivamente la mia posizione senza che rimangano ombre. A tal proposito comunicherò tramite il mio avvocato Cesare Cicorella la disponibilità ad essere ascoltato al più presto - si legge nel comunicato -Non posso comunque non rilevare che la dichiarazione de relato sia resa da chi evidentemente perseguiva un fine proprio per attenuare le proprie responsabilità per fatti gravi. Leggerò i contenuti delle dichiarazioni rese ai PM». 

«Non voglio assolutamente turbare il compito della Procura - prosegue Cassani - e quindi, non appena avranno vagliato e valutato tutta la vicenda, come già spiegato, prenderò in considerazioni le iniziative a mia tutela. Ribadisco che l’affidamento che parrebbe essere oggetto dell’indagine è una gara pubblica e non un affidamento diretto. Per quanto mi riguarda il mio comportamento è stato assolutamente corretto nell’interesse esclusivo dell’amministrazione che rappresento».

«Tuttavia, per chi non conosce la vicenda, un excursus logico va fatto, in modo che si possa comprendere la vicenda. Le azioni di responsabilità AMSC e Seprio Real Estate - prosegue la nota firmata da Cassani - sono state intraprese su mandato dell’ex sindaco Guenzani che in Assemblea dei Soci di Amsc decise di incaricare il cda di Amsc di agire nei confronti degli ex amministratori (contrariamente a quanto dice l’articolo non passò mai dal Consiglio Comunale). Se il sottoscritto avesse voluto ritirare l’azione di responsabilità avrebbe potuto farlo senza nemmeno chiedere un parere pro veritate, ma sin dalla campagna elettorale e poi da sindaco ha sempre detto che era stato eletto per fare il sindaco e non il giudice. La volontà del sottoscritto e dell’allora presidente del CDA di AMSC fu sempre quella di mantenere in essere l’azione lasciando all’avvocato incaricato dai passati amministratori le cause».

«Fu chiesto da questa giunta un parere pro veritate per verificare appunto se queste azioni di responsabilità potessero esporre l’amministrazione e AMSC a dei rischi. La giunta deliberò un atto di indirizzo e il dirigente incaricato fece una gara ad evidenza pubblica. Questa gara venne aggiudicata ad un importante avvocato milanese e ad un professore universitario che nel parere pro veritate espressero perplessità sulla solidità dell’azione intrapresa durante il mandato Guenzani, disincentivando pur non escludendo tuttavia la possibilità che l’attuale amministrazione potesse procedere alla revoca dell’azione di responsabilità» continua la nota.

«Quindi: nessun affidamento, ma una gara pubblica - conclude Cassani -. Nessun parere espressamente a favore della revoca e nessuna revoca dell’azione di responsabilità. Come detto, l’azione di responsabilità non è stata revocata e le perplessità dei legali incaricati dall’ente si sono dimostrate fondate tant’è che l’azione è stata persa con risarcimenti da parte di AMSC per oltre 1,3milioni di euro di spese legali».

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore