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Cronaca | 06 novembre 2019, 09:38

VIDEO. Peculato e truffa, arrestato dai carabinieri il direttore generale di Castellanza Servizi. L'accusa: lavori a casa della figlia a spese dell'ente

Secondo l'accusa il dirigente aveva fatto realizzare dei lavori in un immobile della figlia con costi a carico della municipalizzata. E' ai domiciliari. Altre due persone indagate nell'ambito dell'inchiesta partita la scorsa primavera.

VIDEO. Peculato e truffa, arrestato dai carabinieri il direttore generale di Castellanza Servizi. L'accusa: lavori a casa della figlia a spese dell'ente

Questa mattina i carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese hanno arrestato il direttore generale di una società municipalizzata del Comune di Castellanza, la Castellanza Servizi. Si tratta di Paolo Ramolini. I militari dell’Arma hanno notificato all’indagato l’ordinanza applicativa della misura cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per i reati di peculato e truffa aggravata ai danni di ente pubblico.

La misura cautelare scaturisce da un’indagine svolta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese in collaborazione con la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, nonché con la collaborazione della Compagnia della Guardia di Finanza di Saronno.

L’indagine, denominata “Windows” ed originata dalla denuncia di una dipendente della municipalizzata, è durata circa tre mesi – da aprile a giugno dell’anno in corso – ed ha consentito di far luce sull’illecita gestione della società “C.S.P.”, attiva – come da statuto – “nell’esercizio dei servizi pubblici locali e/o d’interesse generale”, dai servizi farmaceutici a quelli cimiteriali, dalla gestione e manutenzione di centri sportivi, alla gestione del patrimonio immobiliare e delle mense scolastiche.

In particolare, secondo le accuse mosse dagli investigatori, il direttore generale della società, rivestendo la qualità di incaricato di pubblico servizio, aveva fatto realizzare lavori in un immobile di proprietà della figlia, con costi a carico della municipalizzata (per oltre 13 mila euro) e infine aveva validato orari lavorativi non corrispondenti al vero di una delle sue dipendenti, la direttrice della farmacia comunale di Castellanza.

Nell’operazione risulta inoltre indagata per truffa aggravata in concorso la titolare della farmacia, una 42enne di Castellanza, accusata di aver indebitamente percepito una retribuzione per oltre 50 ore lavorative mai prestate (poiché assente all’estero o in altra provincia insieme al Direttore Generale).

Indagato, con l'accusa di concorso in peculato, anche un imprenditore 61enne, titolare di una ditta di infissi di Legnano, che emetteva alcune fatture apparentemente riguardanti i lavori di manutenzione relativi ad immobili di proprietà della C.S.P., ma in realtà relativi ai serramenti installati nell’abitazione della figlia del direttore generale della municipalizzata.

 

Rdazione

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