/ Cronaca

Che tempo fa

Cerca nel web

Cronaca | 04 novembre 2019, 15:42

Rapine tra adolescenti, in un anno denunciati alla polizia tredici episodi. Il questore: «Nessun problema di ordine pubblico, ma giusto interrogarsi sui nostri ragazzi»

Dopo i recenti episodi che hanno portato all'arresto di due quattordicenni i senatori varesini Alessandro Alfieri e Gianluigi Paragone oggi hanno incontrato il questore Giovanni Pepè per tastare il polso della situazione: «I dati non sono allarmanti, ma scuola e famiglia devono agire per prevenire»

Rapine tra adolescenti, in un anno denunciati alla polizia tredici episodi. Il questore: «Nessun problema di ordine pubblico, ma giusto interrogarsi sui nostri ragazzi»

Tre rapine nel centro città, a distanza di pochi giorni l’una dall’altra, a danno e per mano di ragazzi minorenni. Gli ultimi episodi, che hanno portato all'arresto di due quattordicenni da parte della polizia, hanno allarmato i cittadini di Varese. Complice la rapida successione dei fatti, ci si interroga su che cosa stia accadendo ai nostri ragazzi.

Per questo motivo i senatori Gianluigi Paragone (Movimento 5 Stelle) e Alessandro Alfieri (Partito Democratico) sono stati ricevuti questa mattina dal questore, Giovanni Pepè, per fare il punto sulla situazione. «E’ questa la prima domanda che da genitori di ragazzi adolescenti ci siamo fatti - hanno detto i senatori Alessandro Alfieri Gianluigi Paragone - Ed è per questo che abbiamo voluto vederci chiaro e insieme al Questore abbiamo analizzato i dati in suo possesso». 

Numeri tutt’altro che allarmanti, perché si parla di 13 denunce in un anno fatte alla polizia di Stato e altrettante ai carabinieri, «e questo ci ha rincuorato, però dobbiamo interrogarci su come intervenire e che ruolo attivo possiamo giocare per guidare i ragazzi in questa delicata fase della vita». Non si parla di bullismo in senso stretto, «ma di fenomeni che hanno radici culturali che devono spingere scuola, istituzioni e famiglie a fare gioco di squadra», ha sottolineato Alfieri. 

«Senza voler colpevolizzare nessuno – ha detto il senatore Gianluigi Paragone – qui c’è la somma di più ruoli che dobbiamo giocare tutti. Da genitore, sapere che c’è un esposizione dei ragazzi ad un bullismo che poi si trasforma in rapina, non puoi rimanere indifferente. I dati parlano anche di un aumento del consumo di sostanze stupefacenti e della facilità con cui si ha accesso alcol, quindi invito tutti i baristi delle zone centrali ad essere responsabili nella somministrazione di alcolici ai minorenni e invito ad un maggiore controllo anche i supermercati perché i ragazzi, per risparmiare, si procurano gli alcolici nella grande distribuzione».

Sotto il profilo istituzionale invece, «abbiamo fatto il punto per capire se gli strumenti legislativi che stiamo mettendo in campo forniscono tutte le risorse utili per affrontare il fenomeno. Incontreremo anche il sindaco e il provveditore perché è necessario tornare ad essere tutti agenti del controllo sociale».

Sui numeri ha fatto chiarezza anche il questore di Varese, Giovanni Pepè. La polizia di Stato ha registrato, nell’ultimo anno, 13 episodi di bullismo che sono scivolati nella microcriminalità. Altrettanti sono quelli rilevati dai carabinieri, «con i quali ci siamo confrontati e ci siamo resi conto che hanno come protagonisti sempre gli stessi sette o otto ragazzi» ha detto il questore, Giovanni Pepè al termine dell’incontro con i senatori Alessandro Alfieri e Gianluigi Paragone.

Ragazzi che in comune hanno l’età e il contesto di disagio in cui vivono, ma che non rappresentano un pericolo perché «sono stati prontamente identificati e, nell’ultimo caso, sono anche stati arrestati e ora si trovano in carcere». Il problema non è quindi di ordine pubblico «perché la nostra missione è quella di reprimere il fenomeno e tenere la situazione sotto controllo e lo facciamo. E’ sulla natura di questi fenomeni che bisogna interrogarsi». 

Da parte sua, la questura ha anche «rafforzato il ruolo delle forze di polizia, coordinato dalla Prefettura, nella fase di prevenzione  - conclude - che aiuti ad intercettare i segnali precursori di situazioni di disagio, vissute dai minori, con il sostegno innanzitutto della scuola, che costituisce il ponte con le famiglie, dei comuni, delle Asl e del sistema associazionistico sportivo».

Valentina Fumagalli

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore