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Varese | 02 novembre 2019, 17:19

Liliana Segre cittadina onoraria di Varese: si vota lunedì in consiglio comunale. Laforgia: «Da qui iniziò il suo calvario»

Seduta molto attesa lunedì a Palazzo Estense. I Giovani Democratici sostengono la proposta del consigliere Laforgia di conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice. Presenti anche i commercianti: si vota per abolire il ticket della sosta durante le feste

Liliana Segre cittadina onoraria di Varese: si vota lunedì in consiglio comunale. Laforgia: «Da qui iniziò il suo calvario»

Dopo Firenze, Palermo, Vasto, Diamante… anche Varese potrebbe conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, «per i meriti che continua ad avere nell’educazione morale e civile delle giovani generazioni». Se ne discuterà e si voterà lunedì sera durante il consiglio comunale che potrebbe essere il più partecipato di sempre. 

Oltre ai commerciati, che assisteranno alla seduta con la speranza di veder approvata la mozione Galparoli dei parcheggi gratis a Natale (leggi qui la notizia), ci saranno anche i Giovani Democratici, chiamati a raccolta dal loro responsabile, Michelangelo Moffa, proprio per sostenere la proposta di cittadinanza onoraria presentata dal consigliere di Progetto Concittadino, Enzo Laforgia

«Da Varese iniziò il calvario di Liliana Segre che la portò ad essere il numero 75190 ad Auschwitz: una ragazzina di tredici anni rinchiusa ai Miogni per “ordine pubblico”, perché nata italiana ed ebrea», ha scritto Laforgia nella mozione. Dopo cinque o sei giorni, Liliana Segre fu trasferita al carcere di Como e di lì in quello milanese di San Vittore. Il 30 gennaio del 1944 fu poi portata al Binario 21 della stazione Centrale della capitale lombarda e caricata su un carro bestiame. Destinazione: Auschwitz. 

«Della sua storia, e della storia di quanti come lei subirono quella esperienza e non sopravvissero, Liliana Segre si è fatta, a partire dagli anni Novanta, testimone instancabile - continua Laforgia - In più occasioni è stata nella nostra città e ha cercato di trasmettere due fondamentali insegnamenti civili e morali: non restare indifferenti di fronte all’imbarbarimento e alla violenza che, in tutte le forme, sempre si riaffacciano nella storia; non coltivare alcun sentimento di odio, anche nei confronti di coloro i quali sono responsabili della nostra e dell’altrui sofferenza».

Anche Varese dovrebbe quindi riconoscere formalmente l'alto valore morale e civile del suo impegno «come leva fondamentale per mantenere vivo il ricordo del passato e per ribadire la nostra avversione contro ogni potere totalitario, a prescindere da qualunque ideologia».

Valentina Fumagalli

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