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Varese | 01 novembre 2019, 11:21

FOTO. Gli scatti del volto di "Striscia" Max Laudadio aiutano la Fondazione Ascoli: l'asta inaugurale è un successo

Il conduttore televisivo svela a Varese la sua passione per l'arte e la fotografia con una mostra in Galleria Ghiggini visitabile fino a domenica 17 novembre. Colori surreali, forme distorte e immagini evocative; ma anche il desiderio di aiutare chi soffre.

FOTO. Gli scatti del volto di "Striscia" Max Laudadio aiutano la Fondazione Ascoli: l'asta inaugurale è un successo

Non sono opere fotografiche tradizionali, i colori sono surreali, le forme distorte e la cornice si trova all’interno e non all’esterno degli scatti, ma hanno tutte un’affascinante storia alle spalle che le rende uniche. Sono le fotografie di Max Laudadio, in mostra alla Galleria Ghiggini fino al 17 novembre, e presentate ieri sera in un vernissage dedicato alla fondazione Ascoli. 

Ci sono i due battelli sul fiume Botswana, «uno scatto imperfetto ma molto significativo perché è stato il primo – ha raccontato Laudadio -  Rappresenta l’evento che ha generato le successive 185 foto e la nascita di questa esposizione. Risale a 12 anni fa, ero in viaggio in Botswana e volevo fotografare due barche. Il sole era troppo forte e ho provato a mettere i miei occhiali davanti all’obiettivo della macchina come filtro, ma in realtà si sono rivelati la cornice attraverso cui guardavo il mondo. E il mondo con quattr'occhi è differente». 

Per i successivi sette anni Laudadio ha sempre viaggiato con un sacchetto di occhiali appresso, «per fotografare tutto con questa tecnica». Sul lungomare di Barcellona è rimasto nove ore in attesa che una persona si sedesse esattamente nella posizione che aveva immaginato per quello scatto, «poi è successa una cosa magica. Nell’inquadratura è passato un ragazzo in carrozzina sfrecciando e alle spalle, che riposava immobile, c’è era invece un uomo con i rollerblade: mi ha riportato al senso della vita e ne è nato lo scatto Stop and Go». 

Poi si è dedicato alle grandi opere delle città, «ma non solo quelle monumentali – ha precisato – anche quelle simboliche», e quindi ecco che Harrods, a Londra, è più rappresentativo del Big Ben. 

Poi c’è la serie di foto più evocative e seriali «di fantasia le definirei, in cui le nuvole sono protagoniste, così come la natura, gli animali e le lingue, gli elementi, l’amore». Tra cui i cammelli Senior e Junior (i primi ad essere assegnati all’asta), «padre e figlio adottivo che ho incontrato in Marocco. Mi facevano molto ridere e ho pensato che potessero essere i due giusti rappresentanti di questa serialità».

La preferita resta invece “Indipendenza” «un scatto fatto a Barcellona durante la manifestazione dell’indipendenza della Catalogna. Non è un soggetto in posa, ma lo sembra. E’ un signore in cima ad un gioco con una bandiera in mano al tramonto, che diventa un simbolo molto evocativo». Complice anche la tecnica di post produzione degli scatti, che esalta e gioca con i colori. «In realtà, più che un lavoro di post produzione, lo definirei un’opera di personalizzazione, perché mi sono limitato a giocare con saturazione e contrasto finché l’immagine non mi generava un’emozione». 

La mostra comprende anche un’istallazione «mezza di una in realtà. Sarebbe la rappresentazione dei sette vizi capitali attraverso la particolare colorazione di due Croci, quella del Monte Poncione e quella del cimitero di Tavolara». 

Le foto rimarranno esposte fino al 17 novembre e sono tutte in vendita. Sette scatti sono già stati messi all’asta durante l’evento inaugurale di ieri sera e il ricavato (oltre tremila euro) è stato devoluto alla Fondazione Ascoli, a favore di tre progetti di oncoematologia pediatrica. Tra i generosi ospiti anche autorità e istituzioni cittadine, «e gli amici che quando sono in città ci sono sempre», come Denis Buosi che si è occupato del rinfresco. «La mostra sta girando l’Italia, ma essere a Varese ha davvero un valore diverso».

Valentina Fumagalli

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