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Hockey | 31 ottobre 2019, 13:30

VIDEO. Borghi, la famiglia dei record: «Il primo messaggio è di mamma Milena, hocheysti grazie a papà Claudio»

Tre fratelli in gol con la stessa maglia nella stessa partita e nella loro città: Marcello, Francesco e Pietro Borghi, i Mastini di famiglia, scrivono un record pieno di identità, radici e valori. Si alzano alle 6, lavorano, giocano, segnano e fanno sognare la Varese dell'hockey. «Aspettiamo Paolo Capobianco per urlare al Palalbani insieme a noi»

VIDEO. Borghi, la famiglia dei record: «Il primo messaggio è di mamma Milena, hocheysti grazie a papà Claudio»

Tre Mastini di famiglia. Tre giocatori che giocano nella stessa squadra della stessa città, la loro città, e che segnano tutti e tre nella stessa partita: sembra uno scioglilingua, è un record. Che meriterebbe una pagina sulla Gazzetta, e intanto si prende l'apertura di Varese Noi. Perché a memoria di statistica e guardando non solo all'hockey, dove pur le dinastie non sono una novità (a Varese, nel calcio, è leggenda quella di Luca, Davide e Stefano Pellegrini), quello dei Borghi è un record non solo a livello italiano o europeo. Se poi i tre fratelli Marcello (26 anni), Francesco (28) e Pietro (22) riassumono identità, radici, famiglia, passione e valori, la storia sportiva dell'anno è servita.

Il fatto: nell'ultima partita dei Mastini giocata e vinta 8-2 a Egna, la squadra capolista e imbattuta del campionato IHL diventa davvero un'unica famiglia. Finisce 8-2 (leggi qui) e i primi due gol sono di Marcello Borghi (che inanellerà anche un'altra rete, la sesta, e un assist), il settimo è di Francesco (per lui anche un assist) e l'ottavo di PietroLi abbiamo incontrati al palaghiaccio dopo l'allenamento di mercoledì terminato poco prima delle 22 e siamo entrati in famiglia, una grande famiglia: la mamma Milena è stata la prima a mandare un messaggio nella Borghi's chat, il papà Claudio li ha messi in pista tutti e tre.
Una famiglia di autentici Mastini a cui non manca il carattere ma un po' di voce sì: è quella di Paolo Capobianco, lo speaker del palaghiaccio che sta giocando una dura partita, la più importante. «Lo aspettiamo per urlare con noi», chiudono Marcello, Francesco e Pietro. Magari nel momento sognato e più atteso da tutti, ma che nessuno osa pronunciare, e magari dopo un gol decisivo della grande famiglia giallonera.     

Andrea Confalonieri


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