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Territorio | 30 ottobre 2019, 11:35

Bridge, missione compiuta per Malpensa. Ma i sindaci avvertono: «Servono più infrastrutture»

Sicurezza, servizi e impatto ambientale: il sistema ha retto bene nei 90 giorni di chiusura di Linate. Passeggeri aumentati fino al 50% in più. Sea: «Numeri che vogliamo in futuro diventino la norma». I Comuni della zona: «Sì allo sviluppo, ma non calato dall'alto: deve essere compatibile con i cittadini»

Bridge, missione compiuta per Malpensa. Ma i sindaci avvertono: «Servono più infrastrutture»

«Nessun riscontro negativo dal punto di vista della sicurezza. Il sistema ha funzionato». Sono le parole del prefetto Enrico Ricci che, insieme ai rappresentanti delle forze dell'ordine e ai rappresentati di Enac e Sea e dei sindaci dei comuni della zona, ha tracciato questa mattina il bilancio sull'andamento del bridge tra Malpensa e Linate, conclusasi nei giorni scorsi.

Novanta giorni in cui lo scalo varesino ha visto un consistente aumento di afflusso tra voli e passeggeri. La chiusura di Linate per lavori aveva fatto temere per le ripercussioni su Malpensa, che ne ha raccolto temporaneamente l'eredità. Ma, almeno secondo un primo bilancio, il sistema ha retto senza gravi ripercussioni. Un lavoro di potenziamento che oggi, una volta tornata operativa Linate, fa ben sperare per il futuro di Malpensa.

Dal punto di vista delle sicurezza non si sono registrate criticità particolari. Il grande lavoro della polizia di frontiera, della polizia locale, della polizia stradale, dei carabinieri e della guardia di Finanza ha permesso che tutto filasse liscio.

Il grande traffico lungo la statale 336 è stato gestito nonostante un volume in crescita: il traffico è cresciuto del 40%, ma gli incidenti, purtroppo sempre frequenti, sono aumentati solo di poco. E soprattutto non ci sono stati incidenti mortali. Questo grazie anche al raddoppio delle pattuglie della Polstrada. Anche dal punto di vista ferroviario i numero sono impressionanti: Rfi ha reso noto di aver raddoppiato durante i mesi del bridge quasi tutte le corse, con un aumento di passeggeri di 1.300.000 persone in più sulle tratte e un incremento del 46% dei passeggeri del Malpensa Express.

Anche la sicurezza interna ha retto. I dati della polizia di frontiera parlano chiaro: il lavoro della Polaria ha funzionato, con il 60% di respingimenti alla frontiera in più. Bene anche per quanto riguarda la sicurezza in pista. «Sono stati molto utili i rinforzi arrivati da Milano - ha detto il comandante dei vigli del fuoco della provincia di Varese, Antonio Albanese - Non ci sono stati incrementi di emergenze, che sono state gestiti al meglio. Gli incidenti sono sono mancati, come il muletto che ha colpito un aereo fermo in pista, ma è stato tutto gestito secondo le procedure. Ora torniamo alla normalità con serenità».

Sulla stessa lunghezza d'onda il comandante provinciale delle Fiamme Gialle, il generale Marco Lainati, e il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Claudio Cappello: «Grazie all'intensificazione dei controlli - hanno detto - non si sono registrate criticità». Anche i controlli della polizia locale di Ferno e Lonate Pozzolo, coadiuvati dai rinforzi arrivati da Milano, hanno evitato situazioni di emergenza: 2700 le multe staccate dalla polizia locale.

«Sottolineo il risultato positivo da parte di tutti - ha aggiunto il questore Giovanni Pepè - un risultato di assoluto prestigio per tutti noi che ci occupiamo di sicurezza. Livelli di rendimento altissimo e di questo dobbiamo ringraziare chi ha reso possibile questi risultati»

Esame superato anche secondo Enac: «La preoccupazione - hanno sottolineato i rappresentanti di Enac - era notevole, ma abbiamo visto un formidabile lavoro di preparazione, durato circa un anno, che ha dato i suoi frutti. Sottolineiamo la grande abnegazione del personale aeroportuale, che ha permesso di mantenere gli standard dell'estate precedente nonostante un aumento del traffico del 40%. Tutta la comunità aeroportuale ha gestito al meglio la situazione». «Bene anche la gestione dei servizi - ha concluso - in alcuni casi l'attesa ai posti di controllo sono addirittura diminuite. Questo bridge ci ha dato spunti interessanti per il futuro»

«Siamo orgogliosi e fieri di come sono andate le cose - hanno sottolineato anche i rappresentanti di Sea - Malpensa ha retto bene, in questi mesi è stato gestito un traffico notevole: ad agosto si sono registrati 3.4 milioni di passeggeri, 3.2 a settembre, 2.9 a ottobre. Un traffico aumentato tra il 30 e il 50%. Eppure i livelli dei servizi sono stati buoni, in linea con l'anno precedente. E' stato uno stress test importante, che ci ha dato spunti per migliorare i servizi. Come Sea dobbiamo iniziare a lavorare per far sì che questo volume di traffico eccezionale diventi la normalità. Un obiettivo lontano, non prima del 2026/2028, ma che vogliamo raggiungere». 

Sea ha sottolineato come anche l'impatto sul territorio sia andato meglio del previsto, con dati poco superiori, ad esempio per quanto riguarda il livello acustico, dell'anno precedente. Un dato su cui anche i sindaci del territorio, presenti in sala, hanno convenuto. Ma proprio dai sindaci è arrivato un monito chiaro: «Lo sviluppo di Malpensa deve avvenire in modo condiviso con il territorio. E' vero che i dati dimostrano un aumento minimo per quanto riguarda il bridge, ma è altrettanto vero che si tratta di dati al limite, che non possono andare oltre. Ogni scelta sul futuro di Malpensa non può essere calata dall'alto» hanno detto i sindaci all'unisono.

«Il bridge - ha sottolineato infine il primo cittadino di Somma Lombardo Stefano Bellaria - è stato un caso eccezionale ed è stato gestito bene. Ma questo non vuol dire che il territorio sia pronto per rendere questa eccezione la regola. Serve un confronto con il territorio che tenga in considerazione i fattori ambientali e la sostenibilità del territorio. Resta anche il tema infrastrutturale: c'è anche una carenza di collegamenti su cui il territorio chiede di confrontarsi per rendere compatibile Malpensa con quello che la circonda».

Redazione

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