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Economia | 24 ottobre 2019, 12:09

Industria varesina in rallentamento: ancora in calo i livelli produttivi e gli ordinativi

I dati dell’Indagine Congiunturale realizzata dall’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, riferita al terzo trimestre 2019, sono ancora all’insegna dell’incertezza. Il Presidente Roberto Grassi chiede «un non più rinviabile cambio di passo che permetta di superare una volta per tutte questa fase di stallo»

Industria varesina in rallentamento: ancora in calo i livelli produttivi e gli ordinativi

Continua la fase di incertezza dell’economia varesina, solo in parte riconducibile alla tradizionale minore dinamicità tipica del periodo estivo. Dall'Indagine Congiunturale sul terzo trimestre 2019 realizzata dall’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese emerge infatti un rallentamento dei livelli produttivi delle imprese, accompagnato da un calo degli ordinativi, soprattutto esteri. 

Prosegue quindi il periodo di instabilità che si era già manifestata nel trimestre precedente, al quale contribuiscono fattori come il contesto internazionale difficile, le difficoltà del commercio globale e dell’attività dell’industria tedesca

Permangono differenze tra i vari settori dell’economia della provincia di Varese, anche se tutti segnalano un netto calo congiunturale nel trimestre estivo. Per quanto riguarda la produzione, il saldo delle imprese intervistate, pari alla differenza tra la percentuale di aziende che dichiarano un miglioramento congiunturale della produzione e quelle che dichiarano un peggioramento, è molto negativo, pari a - 43,8%; anche il grado di utilizzo degli impianti risulta in diminuzione rispetto al trimestre precedente, dall’ 84,9% al 77,8%.
Le previsioni degli imprenditori per il quarto trimestre dell’anno non sono univoche; il 41,6% si aspetta una stabilizzazione dei livelli produttivi

Sotto il profilo della dinamica del portafoglio ordini, la situazione è sostanzialmente simile a quella della produzione, con un saldo negativo delle risposte pari a - 18,6%; un calo più marcato è stato registrato per gli ordinativi esteri. 

Qualche buona notizia arriva dal mercato del lavoro, dove nel periodo gennaio-settembre 2019 sono state autorizzate il 9,6% in meno di ore di cassa integrazione rispetto allo stesso periodo del 2018.
L’Ufficio Studi ha pubblicato una versione digitale, interattiva e facilmente navigabile dell’Indagine Congiunturale, che permette di accedere liberamente a dati e statistiche relativi alla situazione dell’economia varesina, compresi quelli dei singoli settori produttivi e che può essere visionato cliccando qui. 

Il comparto metalmeccanico evidenzia una riduzione dei livelli produttivi e una contenuta dinamicità degli ordinativi, soprattutto esteri, complice il rallentamento dell’automotive; le prospettive per i prossimi mesi sono orientate alla stabilizzazione della produzione. 

Il settore moda è quello che presenta il maggior grado di differenziazione al suo interno; la dinamica degli ordinativi è in miglioramento rispetto al trimestre precedente, le previsioni nel breve periodo sono orientate o alla stabilità o alla crescita. 

In diminuzione rispetto al secondo trimestre l’andamento della produzione nel comparto chimico-farmaceutico; prosegue quindi il trend al ribasso e le previsioni per i prossimi mesi sono all’insegna della stabilizzazione dei livelli produttivi. 

Segnala un calo congiunturale dei livelli produttivi il settore della gomma-plastica, ma le aspettative delle imprese, nel breve periodo, sono orientate ad un aumento della produzione. 

«Anche in questo trimestre dell’anno, purtroppo, siamo costretti a commentare dei dati dell’economia della provincia di Varese all’insegna dell’incertezza, dell’instabilità e della scarsa fiducia nel futuro – commenta il presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, Roberto Grassi - Una situazione che ormai si trascina da troppo tempo e alla quale occorre porre subito rimedio. Certamente l’attuale contesto internazionale non aiuta, ma dal Governo ci aspettiamo decisamente maggiore coraggio rispetto a quanto emerso sinora dai contenuti della prossima Legge di Bilancio. Siamo ancora una volta a chiedere a gran voce, un non più rinviabile cambio di passo, che permetta di superare finalmente questa fase di stallo. Le imprese non chiedono favoritismi, ma solo di essere ascoltate e di poter lavorare a pari condizioni, introducendo provvedimenti concreti a partire dalla semplificazione delle norme fiscali e degli adempimenti burocratici, ma anche risolvendo un problema molto sentito come quello del continuo e sempre più insostenibile aumento dei costi dell’energia. Bisogna insomma creare quel clima favorevole che agevoli lo sviluppo delle imprese e che contribuisca a sconfiggere incertezza e instabilità».

Redazione

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