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Sport | 16 ottobre 2019, 00:50

L'ADDIO. Il suono delle moto ha salutato Enzo Bertoni, leggenda del Motoclub Schianno

Chiunque è arrivato o passato da Schianno con una moto negli ultimi 52 anni non potrà dimenticare la passione e la bravura del "direttore". Grazie a lui la terra magica di questo paese ha cresciuto piloti e uomini speciali

Enzo Bertoni sul podio insieme a Maurizio e Stefano Diotto, i suoi piloti

Enzo Bertoni sul podio insieme a Maurizio e Stefano Diotto, i suoi piloti

Potenza di una una foto con un podio, due fratelli, un secondo papà. Enzo Bertoni, il leggendario direttore del Motoclub Schianno (52 anni di militanza!) mancato domenica a 69 anni, era il secondo papà di chiunque è cresciuto o passato a Schianno con una moto. Cioè di tutti quelli che sono cresciuti o passati da un paese tanto piccolo quanto sono profonde e forti le radici per il motocross, scudo e bandiera di una comunità

Se ne è andato domenica dopo aver lottato come un leone, Enzo. Se ne è andato ma resta in quella foto dei fratelli Maurizio e Stefano Diotto, sul podio assieme a loro, un po' figli suoi come lo sono stati tutti i figli del vento che ha spinto su quelle due ruote piene della terra magica di Schianno, quasi un'acqua benedetta che da tutto il mondo invidiano al paesino alle porte di Varese.
 
Se ne è andato magari come scrive Maurizio Citelli nella pagina Facebook del "Fan club Enzo Bertoni", «abbassando la testa per non farti vedere mentre ridevi quella sera che ti abbiamo portato a mangiare con noi». Non era facile vederlo ridere, però rideva. Non era facile vederlo soffrire, però soffriva. Magari non era facile vederlo in prima linea, come quella volto sul podio con i fratelli Diotto, perché preferiva lasciare la vittoria ai suoi piloti (figli) anche se in quella vittoria c'erano le sue parole, i suoi consigli, la sua bravura, la sua vita.
 
In un altro ricordo sulla stessa pagina Facebook, delicatamente Martino Bianchi scrive: «Ciao Enzo, quante gare, quante trasferte, quante risate. Grazie di esserci stato, per tanti anni, sempre con la tua immensa passione». Piccole, grandi, eterne parole.

Mentre Corrado Cattaneo pubblica una foto (la vedete sotto nella gallery) in cui c'è tutto in poco spazio: cappellino blu del Motoclub Schianno, Enzo in primo piano e là dietro moto, piloti, pista, terra, erba, salita, qualcuno cade e qualcuno si rialza, passione. Questa foto, e quest'addio, devono essere sicuramente l'unica occasione in cui Enzo oscura tutto quello che c'è dietro (forse starà perfino chiedendo scusa). E che lui ha sempre messo al primo posto, davanti a sé. 
 
L'ultimo saluto al funerale di ieri a Schianno è avvenuto con il sottofondo della sua vita, il suono delle moto come quello della sirena quando la nave entra in porto. Ma che lungo e avventuroso viaggio prima di arrivaci, Enzo. 
«Il me pilota» s'è firmato Maurizio Diotto ricordandolo, con le stesse parole che usava il direttore nei suoi confronti: sicuramente le tre parole più belle con cui Enzo avrebbe voluto sentirsi dire addio.

Andrea Confalonieri

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