Biancorossi nel mondo | 15 ottobre 2019, 16:45

Luca Bianchi da Bucarest: «Il biancorosso è questione di DNA. Qui le partite sono senza commento, allora alzo il volume e sono al palazzetto con voi»

Prima puntata della nuova rubrica realizzata in collaborazione da VareseNoi con "il Basket Siamo Noi"

Luca Bianchi con la maglietta del Trust, a cui si iscrive «ogni anno a occhi chiusi!»

Luca Bianchi con la maglietta del Trust, a cui si iscrive «ogni anno a occhi chiusi!»

Prendete un mappamondo, fatelo girare, poi fermatelo con il vostro dito lasciando al caso la scelta del luogo. Ovunque si sia posizionato, lì troverete un tifoso della Pallacanestro Varese: una leggenda del basket italiano, europeo, mondiale. Così è nata l’idea che, insieme a “Il Basket Siamo Noi”, iniziamo a proporvi da oggi in questa rubrica dal nome “Biancorossi nel mondo”. Cercheremo in giro per il mondo dei cuori che battono per i nostri colori e di loro scopriremo la vita lontana da qui, i ricordi più belli, i pensieri e le speranze sul presente e sul futuro. 

Prima tappa Bucarest, capitale della Romania: il cuore biancorosso che vive qui è Luca Bianchi. 

Ciao Luca! Raccontaci di te: chi sei, cosa fai, dove vivi, da quanto...
Sono Luca, varesino di nascita, attualmente vivo a Bucarest con tutta la famiglia, moglie e due figli di 8 e 12 anni. Sono in Romania da 5 anni per lavoro, e qui ci troviamo benissimo, è un paese davvero accogliente.

Com’è nata la tua passione per la Pallacanestro Varese?
Come tutti i varesini, penso di averlo nel DNA... In famiglia erano tutti grandi tifosi della Ignis/Mobilgirgi, il mio destino era segnato! Ho iniziato anch’io da piccolo a giocare a basket come la stragrande maggioranza dei miei concittadini, e non ho più smesso... Anche se a livello giovanile il mio cuore è roburino, quindi per me Varese è sempre stata la squadra da tifare in tribuna e da battere sul campo!

Come segui le partite?
Qui in Romania le seguo su Eurosport, che le trasmette senza commento audio, quindi alzo il volume e mi sembra di essere a Masnago! Cerco poi di vedere dal vivo almeno una partita all’anno, ma non sempre ci riesco. L’ultima è stata bella, perché ho portato per la prima volta anche mio figlio grande, e gli è piaciuto molto.

Quali sono a tuo parere le chiavi per una grande stagione? Quale l’obiettivo?
È chiaro che vincere è sempre più bello che perdere, ma sappiamo anche che da un punto di vista del budget abbiamo vissuto annate migliori... quindi, da varesino, l’unica cosa che mi interessa davvero è vedere una squadra sempre pronta a sudare e a piegarsi sulle gambe per portare a casa la partita, soprattutto di fronte ad avversarie più forti. Se c’è quello, va tutto bene. Quest’anno mi sembra che la concorrenza sia molto forte, pensiamo a salvarci e poi si vedrà, se c’è l’entusiasmo i risultati arriveranno!

Quest’anno affronteremo tutte le nostre storiche avversarie: Cantù, Milano, le bolognesi, Treviso… Qual è la rivalità che senti di più, la partita che non vorresti mai perdere?
Quest’anno il campionato è proprio bello! Con tutto il rispetto per le varie Brindisi, Trento e compagnia, le partite per noi più emozionanti sono quelle con le squadre citate... La Partita, con la P maiuscola, per me è quella con Milano: avendo vissuto e lavorato per tanti anni lì ho un sacco di amici tifosi dell’Olimpia; gli sfottò vanno avanti per settimane!

Quando hai tifato per la prima volta la Pallacanestro Varese?
Credo che la prima volta in cui mi sono seduto sugli spalti del Lino Oldrini avessi 5/6 anni, giocava la Star, non ricordo l’avversario. Da lì... amore eterno e incondizionato.

Qual è il tuo ricordo più bello della storia biancorossa?
Ovviamente, come tutti quelli della mia generazione, lo scudetto della Stella... facevo lo steward, ho vissuto tutta la festa anche nella pancia del Palazzetto. Una notte che non dimenticherò mai.

Chi è il giocatore o l’allenatore a cui sei più affezionato?
È un po’ come dire se voglio più bene al papà o alla mamma... Ma va bene, mi butto: Meo come giocatore, Isaac come allenatore. La Divarese meritava di più!

Il Basket Siamo Noi è un importante sostegno per il club e un punto di riferimento per i tifosi: cosa pensi di questa iniziativa che ha già superato i 500 iscritti?
Fantastica, bravi, bravissimi! Ogni anno rinnovo la tessera ad occhi chiusi, pur non avendo mai potuto usufruire di alcuno dei vantaggi! È un modo per testimoniare il proprio amore verso la squadra, e di dare il proprio piccolo contributo... Io non ho mai sopportato i “tifosi” che criticano sempre, che vanno a Masnago solo quando si vince, senza mai metterci niente di tasca loro... E poi mi piace moltissimo come cerchino di promuovere un tifo sano, sempre a favore e mai contro: dai tifosi avversari siamo forse separati dai colori, ma tutti uniti dalla passione per il Gioco!

Grazie, Luca! Ultima domanda: cosa vuoi dire ai cuori biancorossi che ti stanno leggendo?
Forza Varese! E iscrivetevi al Basket Siamo Noi, non ve ne pentirete!

VareseNoi & Il Basket Siamo Noi


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Biancorossi nel mondo

Il Basket Siamo Noi è un’associazione senza scopo di lucro costituita nel 2016 da un gruppo di appassionati al fine di creare un supporter trust a sostegno della Pallacanestro Varese.

Nei suoi primi tre anni di vita è arrivata ad acquisire il 5% delle quote della società, diventando parte attiva della proprietà e punto di riferimento per i tifosi. Anche quelli molto lontano da Varese, cuori biancorossi "dispersi" nel mondo ma trepidanti di fede forse quasi più di chi ogni giorno ha la possibilità di stare vicino alla sua squadra del cuore!

In questa rubrica il Trust e Varese Noi andranno proprio alla ricerca e alla conoscenza di questi supporter, parte integrante e pulsante della grande famiglia che ama la Pallacanestro Varese!

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