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Sport | 15 ottobre 2019, 01:11

Milena Bertolini, è tutto scritto: «In Francia abbiamo vissuto un sogno. Vedere le ragazzine nelle scuole calcio è la nostra vittoria»

Abbiamo intervistato il ct della Nazionale femminile al termine del derby Inter-Milan di Sesto San Giovanni, giocato di fronte a 3500 persone: «Ci divertiamo, abbattiamo i pregiudizi e miglioriamo: la strada è tracciata. Ed è quella giusta»

Il sorriso di Milena Bertolini racconta nel migliore dei modi i passi da gigante compiuti dal movimento calcistico femminile italiano (foto da figc.it)

Il sorriso di Milena Bertolini racconta nel migliore dei modi i passi da gigante compiuti dal movimento calcistico femminile italiano (foto da figc.it)

Sulle affollate tribune dello stadio Breda di Sesto San Giovanni, ad assistere al primo derby Inter-Milan in serie A femminile, c'erano tanti campioni di entrambe le squadre  che hanno scritto pagine storiche di una sfida che da sempre appassiona i calciofili milanesi. Tra loro c'era anche il commissario tecnico della Nazionale femminile Milena Bertolini, arrivata pochi minuti prima del fischio di inizio dopo essere stata a Trento per il Festival dello sport organizzato dalla Gazzetta. 

Durante i 90 minuti è stato impossibile disturbarla: molto attenta alla gara, la Bertolini prendeva appunti, dava un'occhiata ai magici colori allestiti dalle tifoserie, ma poi tornava concentrata ad osservare alcune sue Azzurre in campo (di fronte a 3500 spettatori!). 

Ecco il fischio finale, e compare il viso rilassato che è il volto della nuova era del calcio femminile. Disponibile e piacevole con la emilianità che la contraddistingue, le chiediamo un'intervista a tutto tondo sul movimento femminile. 

Milena Bertolini, partiamo da una frase detta anni fa dal "mister del secolo" del Varese Calcio, Beppe Sannino: «È tutto scritto». È stato così anche per lei? 
Conosco Beppe Sannino, lo vedevo spesso a Coverciano, un gran motivatore. Il destino forse è già scritto, ma siamo noi ad interpretarlo. Con il gruppo della Nazionale che ha giocato il Mondiale in Francia in qualche modo è stato fatto. Ci divertivamo prima di tutto, poi magicamente abbiamo vinto partite contro squadre blasonate e ci siamo accorte di essere seguitissime in Italia. Siamo forse arrivati in un momento storico. Abbiamo avuto la vicinanza anche di Roberto Mancini e di tanti calciatori azzurri... 

Un sogno. 
Sì, sembrava un sogno: c'è stata una sinergia del gruppo importante. Siamo state capaci di far vedere quello che le donne sanno fare... In pochissimo tempo abbiamo abbassato parecchie barriere di pregiudizi. Ma la cosa più bella che abbiamo fatto innamorare del nostro sport migliaia di ragazzine, che stanno frequentando le numerose scuole calcio che si sono aperte.

Dove arriverà il calcio femminile con Milena Bertolini?
Ormai il meccanismo si è messo in moto. Sicuramente nei prossimi anni sia il campionato che la Nazionale coinvolgeranno via via più pubblico e si alzerà ulteriormente il livello tecnico, che attualmente è già sulla strada giusta.

Per battere il record di gol di Gigi Riva in Nazionale c'è voluta una donna come Cristiana Girelli...
Cristiana Girelli è un attaccante formidabile, utile al gruppo, come ai tempi era Gigi Riva. L'accostamento Girelli-Riva ci può stare, anche se è troppo presto: "Rombo di tuono" è stato campione di sport e di vita, oltreché un uomo importante per la Nazionale. Girelli potrebbe prenderlo come esempio sportivo e di vita. Un memorabile campione che ha scritto la storia del calcio. Orme da ripercorrere.

Il suo libro "Quelle che il calcio" è stato scritto per far conoscere le donne, le calciatrici, interpreti di una disciplina "osteggiata".
Il libro voleva far conoscere da vicino la personalità delle ragazze azzurre indipendentemente da come sarebbe andato il Mondiale. Si è voluto anche con Domenico Savino ricordare la storia di tante calciatrici, che in momenti storici diversi purtroppo non hanno avuto la nostra visibilità, ma è grazie a loro che si è iniziato a parlare di calcio femminile in mezzo a tanti veti e stereotipi.

Usciamo dallo stadio, dove centinaia di ragazzine con le divise di tante scuole calcio attendono rossonere e nerazzurre per autografi e selfie. Milena Bertolini, con un ampio sorriso, è soddisfatta, ha il viso raggiante: tutto questo sino a pochi mesi fa era impensabile.
Ma era ed è già tutto scritto che lei, il nuovo volto del calcio, con la sua tempra e determinazione, saprà plasmare nei prossimi anni atlete forti sia sul campo che nella vita.

Claudio Ferretti

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