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Sport | 09 ottobre 2019, 12:02

RENZO OLDANI, VAI AVANTI COSÌ. Una moto e un rotonda sbagliata non cancellano cento anni di passione

Un'organizzazione che per decenni è entrata nei manuali del ciclismo, un uomo che vive per la Tre Valli e un errore che, come dice Nibali, «può capitare: amen, ci siamo fatti un giro al lago». Alla Binda e al suo numero uno, proprio oggi, noi diciamo solo una cosa: grazie

Renzo Oldani stringe la mano al vincitore della Tre Valli Primoz Roglic, 29 anni: lo sloveno è il numero uno mondiale ed è alla tredicesima vittoria del 2019 (foto di Vittorio Ballerio tratta dal profilo Facebook di Renzo Oldani)

Renzo Oldani stringe la mano al vincitore della Tre Valli Primoz Roglic, 29 anni: lo sloveno è il numero uno mondiale ed è alla tredicesima vittoria del 2019 (foto di Vittorio Ballerio tratta dal profilo Facebook di Renzo Oldani)

La storia è nota: a poco meno di 14 chilometri dalla fine un gruppetto di inseguitori (con Nibali, Ulissi, Formolo e Valverde) segue la moto della Rai e alla rotonda della Schiranna, già affrontata una volta in precedenza, invece di svoltare a destra prosegue sulla strada sbagliata perdendo 30 secondi e quindi la possibilità di giocarsi la Tre Valli. Apriti cielo.

Dal momento dell'errore - sì, errore: l'anno prossimo con una transenna in più siamo a posto - si scatenano feroci polemiche e una caccia al colpevole di puro stampo calcistico (o politico) applicate al ciclismo. Le polemiche consistono nel trovare il motociclista o l'organizzatore di turno e attaccarli come squali, assecondando la mania forcaiola tutta italiana con il risultato di spazzare via tutto, compreso il buono che c’è sotto, sopra, prima e dopo quell'errore.

Il mondo del ciclismo, e quello del buon senso, reagirebbero ricordando 99 anni di Tre Valli e decenni di organizzazione modello applauditi da grandi campioni e citati dai manuali del ciclismo. Oppure sottolineerebbero che perfino nelle grandi corse, Tour de France compreso, purtroppo se ne sono viste di tutti i colori con auto in contromano e moto capaci di mandare fuori strada i ciclisti, e che l'errore alla Tre Valli, dopo decenni di gare che hanno rasentato la perfezione, può capitare e che non ha messo minimamente in pericolo l'incolumità degli atleti (è l'unica cosa che conta, in questi casi).

Invece è troppo bello e comodo contestare e ingigantire invece di prendere esempio da Vincenzo Nibali - uomo e atleta di classe cristallina e grande umanità - che ha detto al telefono a Renzo Oldani, capo della Binda: «Sono cose che purtroppo possono capitare. Abbiamo fatto un giro al lago...».

Nibali sa, anche perché l'ha vissuto su di sé come gli uomini di sport e non solo di sport, che tutti commettono un errore e che, proprio in quel momento, bisogna avere la memoria lunga e il cuore grande per accettare, sostenere, incoraggiare.

Oldani ci ha messo la faccia, non ha dato colpe ad altri anche se poteva aggrapparsi al fatto che la segnalazione con la freccia che indicava di girare a destra era presente o che una moto della Rai il percorso, transenne o non transenne, deve conoscerlo... ma non si può nemmeno colpevolizzare la tv pubblica che, nel caso della Tre Valli, con le sue dirette e le sue immagini porta il territorio ovunque, da sempre, con grande professionalità e perfino con trasporto emotivo.

Oldani risponde a tutti, porta le sue scuse a chi con ipocrisia se le aspetta: ci manca poco che sia costretto a camminare sui carboni ardenti e a salire scalzo sul viale delle Cappelle. Crudele. Immeritato. 

Signore e signori che vi stracciate le vesti e andate all'assalto della Tre Valli e della Binda, ci preme farvi sapere che senza il signor Renzo Oldani questa corsa, almeno a questi livelli, forse nemmeno esisterebbe più.

A una persona come lui va solo detto grazie, soprattutto oggi che nessuno lo fa, e bisogna incrociare le dita affinché non si stufi di gettare 24 ore al giorno, 12 mesi l'anno, vita e passione e bravura nel ciclismo, nella Binda, nella Tre Valli. Uomini simili meritano di essere non solo difesi, di più: amati. Quindi a Oldani diciamo: vai avanti così, Renzo. Siamo fieri di te. Della Binda. Della tua e della nostra creatura. Viva la Tre Valli, viva Varese: vero, Fausto Scarpazza?

Andrea Confalonieri

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