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Storie | 08 ottobre 2019, 12:14

LA STORIA. «Quelle copie introvabili del primo giornale voluto da Bossi le ho io e le tengo in cassaforte»

Le uniche copie de Il Nord, giornale lanciato dal Senatur da cui nacque la Padania, oggi valgono novemila euro. A custodirle gelosamente è l'ex segretario provinciale della Lega di Cuneo Stefano Isaia: «Credo che nemmeno Umberto ne abbia una»

LA STORIA. «Quelle copie introvabili del primo giornale voluto da Bossi le ho io e le tengo in cassaforte»

Un solo numero: anno zero, numero 1. Parliamo de Il Nord, uscito il 15 settembre del 1996 per volontà di Umberto Bossi e diventato poi La Padania. Introvabile. Uscito dalla tipografia Seregni di Paderno e mai più stampato, come ha riportato il mese scorso "Il Fatto Quotidiano" in un'intervista al primo direttore della Padania Gianluca Marchi, è stato messo in vendita su eBay a ben 9mila euro.

Sicuramente c'è chi quella cifra sarebbe disposto a pagarla, anche tra i leghisti varesini della prima ora. E in provincia di Cuneo c'è chi ne possiede quelle che dovrebbe essere le uniche due copie ancora esistenti. Pare non ne abbiano copia nemmeno i "pezzi grossi" della Lega di quegli anni. Il titolo d'apertura era: "Nasce la Padania. Il palazzo trema". All'interno anche un articolo firmato da Marco Travaglio. E poi un articolo sulla prima volta della Lega a Pian del Re, alle sorgenti del Po, per il rito dell'ampolla, con Umberto Bossi. Il Po come grande simbolo della nazione Padana.

Sono passati 23 anni da allora, la Lega ha cambiato pelle. Come ben sa Stefano Isaia, ex segretario della Lega provinciale di Cuneo, che in quegli anni, appena 18enne, era completamente votato alla causa leghista. Al punto da essere lì, in quel primo evento alle sorgenti del Po, a distribuire quel giornale di poche pagine. E di cui pare che esistano pochissime copie.

Due le ha lui, chiuse in cassaforte. "Così evito che qualcuno le usi per pulire i vetri", scherza al telefono l'ex segretario provinciale della Lega, ruolo lasciato nel 2013, assessore quando Gianna Gancia era alla guida della Provincia e adesso in consiglio comunale a Monterosso Grana, nel Cuneese, sui banchi della minoranza. "Ho avuto tre figli, mi sono dedicato a loro - ci dice. Ma continuo a rispecchiarmi nella Lega e non è detto che non decida di rimettermi in gioco", continua.

Quando ha letto l'articolo gli è venuto un colpo. "Io quel giorno, come l'ultimo dei bocia - ricorda - distribuivo le copie a chi saliva a Pian del Re per la giornata dell'indipendenza della Padania. Ne ho conservate due. Sentivo che in quella giornata si stava facendo la Storia. E quel giornale raccontava ciò che stava accadendo e dopo il quale nulla sarebbe più stato lo stesso. Come, di fatto, è successo. Ho tanti cimeli e tanti ricordi di quella giornata, perché l'ho vissuta da dentro. Chi mi conosce sa quanto mi sono impegnato per la causa, ero sempre in prima linea, in mezzo alla gente".

Le due copie de Il Nord se le tiene ben strette. "Per me hanno un valore soprattutto affettivo. Adesso so che possono avere, per qualcuno, anche un valore economico. Ma la cosa più incredibile è che non ne esistano praticamente più copie. Credo che nemmeno Bossi ne abbia una". 

Metterle in vendita? "No, per ora non ci penso".


Dal nostro corrispondente di Cuneo

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