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Sport | 03 ottobre 2019, 15:02

Renzo Oldani: «Squinzi metteva tutti d'accordo con un sorriso. Ai Mondiali di Varese spese anima, corpo e tanti soldi»

Il "signor Mapei" nel ricordo commosso di Renzo Oldani, presidente della Binda: «In ditta non lo consideravano un titolare ma un padre di famiglia. Rispondeva sempre al telefono e i ciclisti per lui erano figli, meritavano tutti. Metteva a posto le cose, non solo economicamente. Sono stato tentato anche oggi di comporre il suo numero...»

Una delle immagini più vero che Renzo Oldani ha di Giorgio Squinzi: il signor Mapei ai Mondiali di Valkenburg 2012 mentre prova il circuito con la maglia di campione del mondo

Una delle immagini più vero che Renzo Oldani ha di Giorgio Squinzi: il signor Mapei ai Mondiali di Valkenburg 2012 mentre prova il circuito con la maglia di campione del mondo

«Giorgio Squinzi ho imparato a conoscerlo in occasione del Mondiale varesino del 2008, ritrovandomi quasi "per scherzo" nel cda insieme a lui, io piccolo lui immenso. Mi incuteva soggezione e quasi timore ma poi bastava poco perché questi sentimenti svanissero: bastava il suo sorriso. Mi ha sempre colpito la sua umanità, la capacità unica di mettere a loro agio le persone. Una volta gli telefonai ed era assieme a un primo ministro, rispose con la solita squisitezza dicendomi che avrebbe richiamato lui».

Questo è Giorgio Squinzi nel ricordo commosso di Renzo Oldani, il patron della Binda che ha imparato a conoscere l'amministratore della Mapei (multinazionale di materiali edilizi e industriali presente in 81 paesi con 9 mila dipendenti) e proprietario del Sassuolo, scomparso a 76 anni all'ospedale San Raffaele di Milano. Innumerevoli le presenze di Squinzi nella nostra provincia, da innamorato di quel ciclismo a cui ha dato tutto, ricambiato anche da qualche delusione superata però dall'investimento nel campo della ricerca e della corretta preparazione sportiva grazie all'apertura del Centro Mapei a Olgiate Olona.  

«Incontrai Squinzi ai Mondiali di Valkenburg del 2012 mentre stava provando il circuito con la maglia di campione del mondo. Era un galantuomo con il ciclismo nel cuore. Parlavo con Anna Calcaterrala sua storica segretaria, domenica scorsa alla rassegna iridata ospitata dallo Yorkshire: in Mapei non lo consideravano un titolare ma un padre di famiglia con un'innata signorilità».

«Prendiamo la storia della Roubaix del centenario corsa nel 1996 con l'arrivo trionfale al velodromo del terzetto Mapei: non fu una volata ma una parata, l'idolo belga Museeuw tagliò il traguardo per primo, poi indicò i compagni Bortolami e Tafi dedicando loro la vittoria. Squinzi non avrebbe mai potuto decidere di far vincere l'uno e non gli altri: troppo pulito dentro. Per lui i ciclisti erano figli, meritavano tutti».

«Squinzi fa parte della famiglia della bicicletta ed è uno sponsor ma per noi che non facciamo dello sport solo un discorso economico è di più: un riferimento, un padre nobile. Ai Mondiali di Varese è stato fondamentale insieme all'indimenticabile professor Aldo Sassi: ci mise corpo, anima e tantissimi soldi. Attento a tutte le situazioni, faceva da collante tra le varie anime di Varese 2008. Metteva a posto le cose, non solo economicamente, compattando il gruppo». 

«Uscì dal ciclismo con la Mapei forse perché un uomo così perbene non avrebbe mai voluto che qualcuno tradisse certi valori. Sapeva che questo è un grande sport di grandi principi ma non condivideva il comportamento di alcune persone. Quello che fece poi creando il Centro Mapei con Sassi testimonia esattamente questo anelito mai tradito di uno sport sano e pulito».

«Il Centro Mapei è un suo capolavoro. Ha trasportato la sua capacità imprenditoriale nello sviluppare lo sport dal punto di vista della sanità, della cura, dell'attenzione nella preparazione e nei particolari. Già, i dettagli: ricordo questo episodio legato alla moglie, la signora Adriana: ai Mondiali di Varese ispezionava gli striscioni sulla strada perché perfino la corretta posizione è un segno di professionalità».

«Sono stato tentato di comporre il suo numero anche oggi perché mi sembra impossibile che dall'altra parte non ci sia più lui a rispondere. Domenica scorsa ai Mondiali inglesi sono andato nel motorhome della Mapei a cercarlo e mi hanno detto che lui non c'era. Quando ho visto che non era presente neppure il dottor Pecci, suo medico alla Mapei, ho capito quello che avrebbe potuto accadere e mi sono commosso.
Alla Tre Valli lo ricorderemo non tanto come uno sponsor ma come un amico e una bella persona che ci ha trasmesso il valore e il piacere di stare bene assieme». 

I funerali di Giorgio Squinzi si terranno nel Duomo di Milano lunedì alle 14:45 mentre la camera ardente sarà aperta da domani a lunedì in via Corelli 120, sempre a Milano. 

Andrea Confalonieri

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