Fontana a canestro | 26 settembre 2019, 09:54

Basket, Attilio Fontana scrive per noi: «Arrivò come un buon giocatore un po' strano, se ne andò che era Pozzecco. Stasera però magari si distrae...»

Varese-Sassari e il ritorno dell'ex più amato presentati dal presidente della Lombardia: «Anche se con Nikolic non avrebbe mai giocato, nel '99 sembrava sceso a Varese da un altro pianeta per compiere un disegno superiore. Da quando ha eliminato Milano ha il mio tifo ovunque alleni, tranne stasera».

«Il primo ricordo del Poz è quello dei suoi capelli colorati nella partita con la Benetton: quella sera, e quella notte, fu immarcabile»

«Il primo ricordo del Poz è quello dei suoi capelli colorati nella partita con la Benetton: quella sera, e quella notte, fu immarcabile»

Stasera gara difficile che ci farà capire chi siamo e di che pasta siamo fatti. Non è detto che vinca la squadra più forte, soprattutto a Masnago dove la magia di una partita come questa e un pubblico commovente spostano la differenza dalla carta al risultato finale, che non sempre è quello della carta.

Abbiamo la certezza che, tutti assieme, ce la metteremo tutta, sperando che per un attimo Pozzecco si distragga o si faccia prendere dall'emozione e faccia qualche scelta scellerata.

Sassari è più forte ma non è di tre categorie superiore, diciamo di una: hanno tanto giocatori belli da vedere ma a me piace tantissimo McLean, anche perché a Milano era sempre stato sottovalutato.

Il primo ricordo del Poz è quello dei suoi capelli colorati nella partita con la Benetton: quella sera, e quella notte, fu immarcabile. Se avessimo giocato dieci volte la partita della Stella, l'avremmo vinta dieci volte. Gianmarco un momento prima era folle e il momento dopo era magico, poi ancora folle e poi ancora magico, un elastico di emozioni, marchiò a fuoco quello che accadde a Varese nel '99.

E' vero, ho sempre detto che sono cresciuto con il mito di Aldino Ossola, cioè l'emblema della razionalità e del rispetto delle regole, ma ho amato la fantasia e la pazzia di Pozzecco perché, anche se con Nikolic non avrebbe mai giocato, lui sembrava mandato a giocare qui da un altro pianeta e per un disegno superiore: Gianmarco è la persona che poteva fare la differenza in qualunque momento.

L'anno scorso prima della semifinale playoff lo incontrai a Roma in aeroporto e gli dissi: «Batti Milano e avrai il mio tifo ovunque sarai». Così sarà, tranne stasera quando, sotto sotto, anche lui tiferà Varese.

Al di là del personaggio che magari a volte interpreta, vedo in Pozzecco soprattutto una persona intelligente: 22 vittorie consecutive come quelle che ha conquistato con Sassari per arrivare in finale scudetto non me le sarei mai immaginate, non basta "fare Pozzecco" per ottenerle, bisogna essere coach.

Quando arrivò da noi era un buon giocatore un po' stranoquando se ne andò era Pozzecco: qui esplose in tutta la sua classe e la sua personalità. Ed è per questo che Varese vuole bene a Pozzecco e Pozzecco vuole bene a Varese, sperando però che stasera proprio questo lo distragga...

Clicca qui per leggere la prima puntata: “Varese mi piace perché nasce dalla regia di Mayo e Caja. L'amore di questa terra per il basket merita più investitori».
  

Attilio Fontana

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Attilio Fontana

Varesino, avvocato e governatore della Regione Lombardia, già sindaco di Varese dal 2006 al 2016 ma soprattutto grande appassionato di basket, in gioventù ha giocato per la Stramroller schiacciasassi, nella palestra di Bizzozero. Ruolo guardia, caratteristica guerriero, specialità contropiede.

Tifoso della Pallacanestro Varese da sempre, segue le partite in mezzo alla gente dietro la panchina di Attilio Caja.

Le prime sfide che ha visto sono quelle alla Palestra dei Pompieri di via XXV Aprile. Cresciuto con il mito della Ignis, il suo idolo è Bob Morse. Il suo sogno è l'undicesimo scudetto di Varese.

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