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Sport | 11 settembre 2019, 22:47

Calcio, il commento. I tigrottini in mezzo allo Speroni con i grandi: la Pro lega per sempre il presente al futuro

Se uno solo dei ragazzi del vivaio che hanno sfilato insieme alla prima squadra citerà con orgoglio la sera in cui divise lo Speroni con i grandi, la Pro Patria avrà vinto più di un campionato

Piccoli e grandi tigrotti assieme sul prato dello Speroni per la presentazione della Pro

Piccoli e grandi tigrotti assieme sul prato dello Speroni per la presentazione della Pro

Non ci sono le stelle questa sera per la Pro Patria, ma una luna che poi sonnecchia dentro le nuvole allo Speroni. È una presentazione, quella della prima squadra e di tutti i giovani poi, che attira molti. E mai abbastanza, borbotta il pubblico bustocco.

Ma stasera non bisogna contarsi, forse non occorre farlo mai.

Sfila il presente, quello che ci ha riconciliato con un calcio troppo spesso malato. Ma lo guarda fisso negli occhi il futuro, quei ragazzini che sentono la maglia tigrotta sulla pelle. Chissà se sarà sempre così, se andranno più lontano e qualcuno ricorderà questa sera, qualcuno la riporrà in un cassetto della memoria.

Poco importa, perché anche se uno solo di questi ragazzi citerà con orgoglio la sera in cui divise lo Speroni con i grandi, avremo vinto più di un campionato. Quella sera - racconterà quel ragazzino - non c’erano le stelle lassù, perché erano disseminate sul campo dello Speroni.

Stelle che non fanno rumore, che lavorano e parlano appena, che stanno insieme con la perfezione di una costellazione. Ciascuna al proprio posto, anche se il loro ordine non è intuibile sempre da fuori.

E poi ci ripensiamo, capendo che intanto quel ragazzo c’è già. Ha il volto di Riccardo Colombo, la commozione che brilla sullo sfondo della sera, perché lui lo sa, lui ricorda che una volta era un ragazzino che sognava di diventare tigre.

E oggi le guida, le tigri, senza urlare la gioia perché la responsabilità insegna a non fare rumore. Ma la voce trema per un istante e questo basta a farci sognare che domani accadrà ancora.

Marilena Lualdi

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